Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Ristorazione e Green Pass, si registra già un calo degli incassi

Nei luoghi chiusi o affollati il certificato vaccinale è obbligatorio da pochi giorni ma già si registrano ripercussioni per alcune attività: colpite soprattutto pizzerie a taglio e tavole calde

Le difficoltà dell’ultimo anno e mezzo nel mondo della ristorazione sono sotto gli occhi di tutti. Prima il Covid ha portato mesi e mesi di incertezza e soprattutto di chiusura forzata, poi la carenza di personale per la stagione estiva ed, infine, l’introduzione obbligatoria dal 6 agosto del Green Pass che sta “complicando la vita” a molti ristoratori, specialmente chi non ha lo spazio all’aperto. 

“Per ora non mi sono attrezzato per il Green Pass, avendo posti fuori all’aperto posso anche non chiedere- ci rivela il proprietario del Bikerbistrot di Frosinone che ha partecipato alla famosa trasmissione condotta da Alessandro Borghese 4 Ristoranti – Vedremo a settembre come evolve la situazione. Il Governo doveva gestire in proprio le vaccinazioni e obbliga noi ristoratori a sostituirsi a loro. È il solito scarica barile. Purtroppo per lavorare bisogna scendere a compromessi”. 

L’obbligo di esibire il Green Pass per entrare nel locale sta scoraggiando molti clienti ad andare a pranzo o a cena fuori, specialmente una famiglia con minorenni al seguito. Proprio per cercare di far rientrare più soldi possibili in questi mesi complicati, tanti locali della provincia di Frosinone hanno deciso di tenere aperto per tutta l’estate senza mai prendersi un giorno di ferie o comunque diminuire i giorni , rispetto agli anni precedenti, con le serrande abbassate. 

Il Presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio Claudio Pica: "Criticità maggiori per pizzerie a taglio e tavole calde"

Ma non solo ristoranti, chi sta subendo un drastico calo di entrate, come rivela in una nota il presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio e vicepresidente Confesercenti nazionale Claudio Pica, sono anche pizzerie al taglio e tavole calde: “Le criticità maggiori, oltre alla ristorazione classica, riguardano pizzerie al taglio e tavole calde, quindi quelle attività che fanno servizi veloci e turnazioni rapide. Sarà necessario trovare un sistema che garantisca e coniughi insieme sicurezza sanitaria e possibilità di lavorare per queste piccole medie imprese. Ciò si traduce in un danno economico per la ristorazione romana e laziale che per via di questo provvedimento ha già fatto registrare un calo del 3% degli incassi”.  

“Siamo preoccupati perché il danno economico – aggiunge Claudio Pica – potrebbe aumentare al rientro delle ferie dei romani e in prossimità dello scadere della proroga dell’ampliamento delle concessioni di suolo pubblico, prevista per fine dicembre. In attesa che la situazione si normalizzi, rimaniamo preoccupati per una categoria produttiva ancora una volta colpita ingiustamente quando dovrebbe rappresentare un valore aggiunto all’economia della Capitale e del Lazio”. 

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