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Martedì, 23 Aprile 2024
La storia

Ritrova la bici rubata: il cantante ora potrà partire per il suo ‘viaggio d’amore’ di 1.600 km

L’uomo partirà da Dresda fino a Roma per ripercorrere la strada che fece il padre di ritorno dal lager nazista di Lengenfeld

Ritrova la bicicletta che gli era stata rubata davanti ad un bar di Frosinone e finalmente potrà partire per il suo prezioso “viaggio d’amore”. Andrea Satta -cantante dei Tetes de bois, premiati per tre volte del prestigioso premio Tecno- ringrazia Il Brigadiere Iorio e tutti quelli che lo hanno aiutato a ritrovare la sua preziosa bici.

“Non amo molto le divise, ma questa volta ho semplicemente incontrato un brigadiere che si è appassionato alla mia storia.

Sono stato vittima, circa una mese fa, del furto della mia bella bicicletta da corsa, una Wilier Triestina in carbonio, tutta equipaggiata per il viaggio più importante della mia vita. Il 18 luglio, infatti, con mio figlio Lao, un ragazzo di venti anni, studente di architettura, ce ne andremo in bicicletta da Dresda fino a Roma. Percorreremo la stessa strada che mio padre Gavino fece a cavalcioni dei respingenti di un treno merci di ritorno dal lager nazista di Lengenfeld.

Pedaleremo costantemente in vista di quella linea ferroviaria e racconteremo la storia di un uomo per bene, mio padre, un ragazzo allora, torturato dai nazisti fino a non avere più nessuna speranza di vivere, che invece, alla fine, si salvò, con la complicità della fisarmonica che sapeva suonare. Come potete capire è un viaggio di amore e di memoria, di un padre e di un figlio, sulle tracce di un padre e di un nonno.

Nella vita di tutti giorni, come sapete, io sono un pediatra e un musicista, e per fare 1600 chilometri in tre settimane devo allenarmi, con il mio passo e con i miei amici.

La mattina del 7 maggio, dunque ero a Frosinone per salire a Campocatino, in questa bella provincia, piena di verdi montagne e di boschi che conosco bene e amo profondamente. Un caffè al bar offerto alla compagnia, qualche battuta, un passaggio veloce alla cassa, la solita gara per chi offre la colazione, mi volto e la mia bici è sparita. Un attimo, pur sempre a vista, ma la bici non c’è più. Spaesamento, incredulità, rammarico, cerchiamo la polizia ferroviaria i cui uffici sono chiusi. Dalla biglietteria mi indirizzano alla caserma dei Carabinieri, a due passi dalla stazione. Vado, raggiungo il cancello, suono, mi annuncio, salgo.

Sono accolto da un sorriso, non te lo immagini sempre dai Carabinieri e io, che sono un pediatra, con mille bambini da far crescere, ai sorrisi faccio caso. Racconto tutto, espongo la denuncia, mi sento accolto, c’è qualcosa di umano e forse non scontato. Alla fine mi congedo senza molte speranze di ritrovare la mia bici, è realistico e mi permetto di chiedere: “Mi scusi, ma lei come si chiama? … “Sono il brigadiere Antonio Di Iorio, il mio nome è in calce alla denuncia”. Ci stringiamo la mano e vado.

Passa qualche giorno e sugli annunci di Subito.it, il mio amico Ninni Doria, come me appassionato ciclista, intercetta l’annuncio di vendita dei cerchioni della mia bicicletta, incautamente fotografata dal “venditore” e inequivocabilmente riconoscibile dal mio adesivo "artistical mass". Chiamo il brigadiere Di Iorio con quella che a me sembra una gran notizia.

Il brigadiere mi invita a fare il riconoscimento dell’oggetto del furto e mi assicura che questo riconoscimento lo posso fare in una qualsiasi stazione dei Carabinieri a me comoda. Ma non va così, fra burocrazia, reti e connessioni non funzionanti, tempi che si allungherebbero, molte altre cose da fare, da altre stazioni dei carabinieri vengo invitato a risolvere la cosa alla caserma della Stazione di Frosinone, a tornare lì. E lì vado e lì incontro di nuovo il brigadiere Di Iorio.

Vedete, io cerco di fare il pediatra meglio che posso e nel senso di disgregazione che pervade la nostra società mi dico ci sono pediatri e pediatri e io voglio essere fra quelli che costruiscono la fiducia, perché le cose e il mondo, alla fine, lo cambiano gli uomini con i gesti e con l’impegno quotidiano. Sempre accolto con il sorriso, completata la mia denuncia, me ne vado con la bella sensazione di aver trovato una persona gentile, accogliente che promette efficienza.

E un mese dopo quella promessa di impegno arriva anche il risultato migliore: la bicicletta è stata ritrovata! E il più felice di tutti, insieme a me, era proprio il brigadiere Di Iorio. Ringrazio tutti gli amici che hanno condiviso il post del furto e Marina Testa, coordinatrice di FIAB Lazio per il supporto sul territorio e Ninni Doria, il ciclista detective che tutti vorremmo avere al nostro fianco".

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