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Martedì, 23 Aprile 2024
Il progetto

Il Frosinone sale in cattedra, Gatti e Boloca 'professori' di solidarietà

Il Frosinone Calcio, l’Università di Cassino-Lazio Meridionale e la Questura di Frosinone a ‘benedizione’ dell’iniziativa con le Scuole della provincia. Tantissimi ragazzi hanno ascoltato in religioso silenzio le parole dei relatori e quelle dei calciatori prima di porre qualche domanda

Due lunghi anni di stop forzato a causa della pandemia ma ora il progetto ‘Frosinone sale in cattedra’ torna a farsi largo con forza nella programmazione del Club giallazzurro, inserito nel più ampio Progetto Experience che ruota attorno al mondo-Frosinone. In mattinata, nella sala conferenze dello stadio ‘Benito Stirpe’ gli ‘special guest’ per gli Istituti scolastici della provincia collegati da remoto sono stati il difensore-bomber Federico Gatti e il centrocampista Daniel Boloca.

Come ogni ripartenza, squadra che vince non si cambia. Quindi il Frosinone Calcio, l’Università di Cassino-Lazio Meridionale e la Questura di Frosinone a ‘benedizione’ dell’iniziativa con le Scuole della provincia. E così al fianco del Direttore Salvatore Gualtieri – ideatore e promotore del progetto Experience da 5 anni – c’è l’avvocato Marika Gimini, Docente di Diritto dello Sport all’UniCass e responsabile del progetto stesso, e in rappresentanza della Polizia di Stato l’ispettore Luciana Cardarelli, responsabile delle Relazioni con il Pubblico e Addetto Stampa della Questura del Capoluogo.

In collegamento da remoto l’Istituto Comprensivo ‘Giorgi Fracco’, l’Istituto Comprensivo ‘Castro dei Volsci’, l’Istituto Comprensivo di Monte San Giovanni Campano e l’Istituto Comprensivo 4 di Frosinone. Tantissimi ragazzi che hanno ascoltato in religioso silenzio le parole dei relatori e quelle dei calciatori prima di porre qualche domanda.

E’ l’avvocato Marika Gimini – anche moderatrice dell’incontro – ad aprire il giro degli interventi: “Oggi è un’occasione nuova per incontrarsi dopo due anni di lontananza, lieta di dare a tutti voi il benvenuto. Sicuramente qualcuna delle Scuole collegate nel passato ha già partecipato a questa iniziativa. Abbiamo l’onore di far salire in cattedra i calciatori del Frosinone, Federico Gatti e Daniel Boloca. E saliranno in cattedra l’ispettore Luciana Cardarelli dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico e Addetto Stampa della Questura di Frosinone e il direttore Marketing & Comunicazione-Rapporti Istituzionali Salvatore Gualtieri”.

Il Direttore Marketing & Comunicazione-Rapporti Istituzionali del Frosinone, Salvatore Gualtieri, ha fatto quindi gli onori di casa: “Il mio benvenuto a tutti i docenti e i ragazzi degli Istituti. Non salgo in cattedra dove oggi il ruolo è di altri. Posso assicurare che torneremo presto nelle Scuole dove siamo stati fino a due anni fa con grande attenzione e soddisfazione reciproca. Questo appuntamento è importante perché ci permette di ripartire in assoluta sicurezza e sentirci più che mai vicini agli studenti.

‘Frosinone sale in cattedra’ significa portare nelle Scuole i valori positivi dello Sport. Che si trasmettono portando le esperienze dei ragazzi stessi, dei calciatori. Gatti e Boloca spiegheranno le motivazioni che li hanno portati a fare questo sport, le loro emozioni, spiegheranno come si vince e come si deve saper perdere, anche come ci si comporta negli stadi. Ed a tal proposito la Questura con l’ispettore Cardarelli ci spiegherà gli esatti comportamenti da tenere negli stadi ed anche al di fuori. Qui al mio fianco c’è l’avvocato Gimini, responsabile dell’intero progetto Experience che prevede anche Solidarietà e territorio, per una ben più ampia promozione del brand Frosinone Calcio e dell’intera Ciociaria. Mi piace ancora evidenziare che per me e per il Frosinone è un grande piacere vedere tante scuole così presenti da remoto”.

L’avvocato Gimini ha quindi introdotto l’intervento della rappresentante della Questura: “Attraverso lo sport si veicolano valori come il fair play. Il calcio e lo Sport più in generale alle loro spalle hanno una precisa organizzazione, un apparato di tutela e prevenzione, posto a sicurezza di chi fruisce di questo che a tutti gli effetti è uno spettacolo. E queste cose ce le spiegherà la dottoressa Cardarelli”.

“Permettetemi di dire che è molto bello stare qui oggi per spiegare la presenza della Polizia di Stato alle manifestazioni sportive – ha esordito il Responsabile delle relazioni con il Pubblico della Questura di Frosinone -. Un ruolo fondamentale che garantisce a tutti di godere dello spettacolo che offre le manifestazioni sportive. Dobbiamo pensare precisamente al concetto di legalità, quindi al rispetto delle regole nel perimetro della nostra Costituzione, il punto di riferimento della nostra vita dove vengono raccolti i diritti e i doveri dei cittadini all’interno della società. Rispetto delle regole che per primi ci hanno dato i nostri genitori. Non dobbiamo mai pensare che le regole rappresentino una limitazione al nostro agire all’interno della Comunità di cui facciamo parte. Se possiamo divertirci, e all’interno di uno stadio noi ci divertiamo – prosegue la dottoressa Cardarelli -, lo facciamo perché dobbiamo e sappiamo rispettare le regole. Andiamo nello specifico, alla nostra presenza dentro uno stadio. Dove non c’è solo spettacolo dato dai 22 in campo perché quello è solo l’elemento finale. E’ doveroso sapere, ad esempio, che noi dal momento nel quale acquistiamo un biglietto, accettiamo delle regole ben precise. Già dal posto indicato al momento dell’acquisto del biglietto.

E quindi, la domanda: Polizia e steward a cosa servono dentro gli stadi? A dare l’opportunità a chi assiste a quel tipo di spettacolo di poterlo fare in sicurezza, appunto nel rispetto delle regole. Grazie ad una opportuna macchina organizzativa che sovraintende tutto ciò. A partire dal Gos, il Gruppo Operativo di Sicurezza, all’interno del quale operano tutti gli Organismi che ruotano attorno ad un evento sportivo. E’ grazie al Gruppo Opetativo per la Gestione dell’Evento che si insedia il giorno della gara si ha la possibilità di avere un ‘occhio’ in tempo reale su tutto ciò che si svolge all’interno di uno stadio. Ecco, in sostanza, la figura del poliziotto va vista sempre nell’accezione migliore perché rappresenta una figura fondamentale nella tutela della sicurezza all’interno di un evento sportivo”.

Ha ripreso quindi la parola l’avvocato Marika Gimini: “Come già detto rappresento l’Università di Cassino-Lazio Meridionale dove insegno Diritto dello Sport. Nel mio intervento cercherò di lasciarvi qualche nozione. Mi piace sottoporvi un nuovo Disegno di Legge che prevede per la prima volta l’inserimento, all’interno della Carta Costituzionale, dell’importanza dello Sport non solo come attività fisica ma proprio come uno strumento intriso di valori di diritti fondamentali che servono a tutti, dal bambino che gioca fino all’adulto. Si è pensato di inserire lo Sport all’interno della Carta costituzionale che al suo interno ne era mancante in maniera significativa. Cosa dice questo Disegno di Legge, la numero 1 del 2002? La nuova formula dell’articolo 33 recita così che ‘La Repubblica riconosce il valore educativo e il valore sociale del benessere psico-fisico dell’attività sportiva’. E poi perché si parla di benessere psico-fisico? Lo Sport non riguarda solo il corpo, la persona viene definita nella sua interezza, anche dal punto di vista mentale. Attorno allo Sport si snodano tutta una serie di valori educativi, comprese ad esempio le regole alimentari. E i nostri calciatori hanno anche delle regole da rispettare. Ecco perché si è inteso inserire lo Sport all’interno della Carta Costituzionale, inteso con un valore che riguardi tutta l’attività sportiva”.

Le parole di Gatti e Boloca

Hanno ascoltato in silenzio, con attenzione. Il primo dei due giallazzurri a prendere la parola è Federico Gatti: “Il calcio è una passione che mi porto dentro fin da piccolo, soprattutto per strada con i miei amici. All’inizio non vedevo questo sport come ora, è normale, perché è una professione. Ma non ne sento il peso, amo questa disciplina. Voglio però riallacciarmi a quanto è stato detto poc’anzi, al valore di un corretto comportamento nell’alimentazione: bisogna essere molto attenti e rigidi perché solo così hai la possibilità di recuperare. E poi al rispetto: saper rispettare prima noi stessi e poi gli altri. Quanto alla mia storia è particolare. Non ho avuto l’opportunità di poter proseguire gli studi per dei problemi in famiglia. E a tal proposito ho deciso di promuovere un’associazione, si chiama Edu, che aiuta nel mondo le persone bisognose nel portare a termine gli studi. Ho lavorato, parallelamente giocavo al calcio. Fino a due anni fa non ero un professionista. A voi ragazzi consiglio di portare a termine gli studi, vi aiuterà nella vita”.

Gatti ha poi risposto alle domande da remoto dei ragazzi: “Il mio idolo? Non mi sono mai ispirato a nessuno in particolare. Il mio futuro? Ora penso al presente, ma il futuro è di non pormi limiti. Un domani voglio poter guardare indietro e tracciare un bilancio di quello che ho fatto. Che squadra tifo? Oggi il Frosinone. La nostra settimana tipo? E’ scandita naturalmente dagli allenamenti e dalle partite. A me piace molto viaggiare, quando posso prendo la macchina e giro la Ciociaria perché è molto bella”.

E’ toccato quindi a Daniel Boloca, anche lui brillantissimo davanti al collegamento con tanti ragazzi e insegnanti: “E’ un onore essere qui oggi per me.  Ho sempre avuto il desiderio di diventare un calciatore professionista, ho iniziato a giocare nei campetti. I miei genitori hanno sempre cercato di non farmi mai mancare nulla, mi hanno sostenuto in ogni mio passo. E quegli insegnamenti li porto sempre con me. E’ normale che quando ci sono momenti difficili non è facile pensare positivo ma noi facciamo un bellissimo lavoro e la vita è veramente bella. A voi ragazzi dico di amare ed inseguire i vostri sogni, un consiglio che do a tutti. Come Federico anche io due anni fa giocavo nei Dilettanti, oggi sono tra i professionisti. E con Federico ci siamo anche incontrati da avversari. Vuol dire che abbiamo lavorato duramente per essere qui. E come lui anche io ho pensato di sostenere, con i miei agenti, la fondazione Edu, Educazione Didattica Umana, che si occupa di raccogliere fondi per i ragazzi meno fortunati che vogliono concludere gli studi. Il nostro obiettivo è mettere le maglie all’asta, raccogliendo fondi da mettere a disposizione”.

Gran prologo al finale con le domande per Boloca: “Un momento particolare nella mia carriera? Nel mio ultimo anno nei Dilettanti, ebbi un problema alla caviglia ma continuai a giocare senza arrendermi mai. Un consiglio per diventare calciatore professionista? Crederci sempre, essere ottimisti e lavorare duramente. In quale squadra sogno di giocare? Il mio sogno è giocare nell’Inter. Il giocatore più forte che ho incontrato? Menez della Reggina. Altri sport che pratico? Ogni tanto faccio pugilato, aiuta molto nella costruzione dell’aspetto psico-fisico”.

Infine l’avvocato Gimini ha rivolto ai calciatori domande su due temi scottanti: il fair play in campo e il razzismo negli stadi. Non solo il risultato sul campo ma valori che debbono rappresentare il cardine di ogni uomo. E Gatti a dare la sua impressione: “Alla base di tutto c’è il rispetto. Il regolamento recita che il gioca si ferma per un colpo alla testa però proprio per il rispetto dell’avversario, la palla deve andare fuori. Anche se non sempre avviene così. Il tema del razzismo è qualcosa che ci portiamo da anni, spero che si trovi una soluzione”.

La chiusura dell’incontro è del direttore Gualtieri: “Sono soddisfatto e ringrazio i ragazzi, sono l’esempio perfetto di giocatori che si sono costruiti da soli partendo da un passato anche complicato. Il loro è uno spot per lo Sport”.

Fonte articolo Frosinone Calcio

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