Sciopero nazionale dei lavoratori di e-Distribuzione: in Ciociaria incrociano le braccia 130 dipendenti

Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil lamentano una situazione non più sostenibile: “Quantità elevate di ore straordinarie, turni di reperibilità estenuanti e ripetuti, organici ridotti all’osso e mancanza di programmazione dei carichi di lavoro”

Da sx, per la provincia di Frosinone, Maria Rossi (Flaei-Cisl), Vincenzo Farina (Filctem-Cgil) e Luciano Marini (Uiltec-Uil)

Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uiltec-Uil, le organizzazioni sindacali del settore elettrico, hanno indetto uno sciopero nazionale del personale di e-Distribuzione nelle prime quattro ore di lavoro di oggi, giovedì 19 novembre. “Quantità elevate di ore straordinarie - lamentano le sigle sindacali - turni di reperibilità estenuanti e ripetuti a scapito anche della sicurezza sul lavoro, organici ridotti all’osso e mancanza di programmazione dei carichi di lavoro non sono più sostenibili”.  

In provincia di Frosinone incrociano le braccia 130 dipendenti, ovvero 65 impiegati e altrettanti operai attivi sull’intero territorio, diviso nella zona centrale del Capoluogo e altre sei unità operative di Frosinone, Cassino, Sora, Anagni, Pontecorvo e Ceprano. A rappresentarli in giornata in quota Filctem, Flaei e Uiltec, rispettivamente, Vincenzo Farina, Maria Rossi e Luciano Marini.  

Assieme ai colleghi di tutta Italia protestano innanzitutto contro il fatto che dal 2015 al 2019 la differenza tra pensionamenti e assunzioni ha generato 3.900 posti di lavoro in meno. Al contempo sono stati investiti all’estero 7.5 milioni di euro contro i 2.4 fatti in Italia. In aggiunta il numero delle interruzioni, da 1.8 a 1.9, e i minuti di interruzione, da 47.2 a 48.5. In quanto alle ore di straordinarie annue pro capite si parla di 900 ore. Infine, i turni di reperibilità che arrivano a impegnare le persone ogni settimana.  

“Il rischio - spiegano i vertici nazionale - è che scelte sbagliate, che nulla hanno di industriale, finiscano per favorire soltanto il business a scapito del servizio elettrico del Paese. Nonostante la carenza di personale, i lavoratori e le lavoratrici di e-Distribuzione si sono fatti carico di questo servizio essenziale, nel silenzio e nel disinteresse generale, in primis della politica. Questo non può perdurare”. 

Dopo oltre un mese di blocco dello straordinario e di assemblee in tutte le sedi operative, pertanto, sindacati e lavoratori hanno detto “basta”. Queste le richieste: “Un sostanzioso numero di assunzioni per dare risposte concrete agli impegni aziendali; il mantenimento in azienda delle attività principali e il blocco dell’utilizzo eccessivo e non concordato degli appalti, un piano di investimenti che riporti l’Italia al centro dell’azione economica dell’Azienda, nata e sostenuta da capitali italiani; la ripresa di confronti con ogni territorio per verificare, con dati veri, la reale situazione della reperibilità e dei carichi di lavoro; che la missione industriale di E-Distribuzione rimanga quella di garantire un servizio essenziale al Paese, anche alla luce della transizione energetica in atto”. 

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