Sindacati contro Ottaviani: “Sta facendo campagna elettorale. Produttività aumentata con lo smart working”

Il grido di allarme del primo cittadino del capoluogo che nelle ore scorse era arrivano anche sulle Tv nazionali trova i rappresentanti sindacali su posizioni diametralmente opposte

Smart working si o smart working no? è questa la domanda che sta girando nella testa di molti cittadini, soprattutto della città di Frosinone, dopo che il sindaco Ottaviani si sta facendo paladino, con tanto di interviste sulle Tv nazionali, del ritorno al lavoro tradizionale dei dipendenti comunali per evitare il “collasso” dell’intera macchina organizzativa.

“Le percentuali oggi a nostra disposizione – spiega il primo cittadino del capoluogo ciociaro - ci parlano di picchi del 70, 80% di lavoro a distanza: da ciò, ben si comprende come i Comuni e gli Enti pubblici rischino la paralisi, insieme all’economia degli Enti locali e del Paese. Ciò accadrà, ad esempio, se non vengono rilasciati, nei tempi giusti, i permessi in materia urbanistica, o quelli inerenti alla ripartenza delle attività commerciali.

Mi preme ricordare che l’introduzione della cosiddetta legge contro i ‘ furbetti del cartellino’ – ha concluso il sindaco Ottaviani – andava semplicemente a ribadire quanto già sostenuto dalle norme già in vigore, a contrasto del reato di truffa ai danni della collettività. In quella occasione, dissi ai nostri dipendenti: importa relativamente che timbriate alle 8 oppure alle 8.15, ciò che conta davvero è la produttività. Il lavoro deve ruotare intorno al concetto di merito e non può prescindere dall’impegno, dalla produttività e dall’efficienza, sia nel pubblico che nel privato”.   

La nota dei sindacati

Parole che ovviamente hanno provocato un sussulto dei tre principali sindacati dei lavoratori dell’amministrazione comunale che la vedono nel modo diametralmente opposto al primo cittadino e che, anzi, spingono per cercare di incentivare un vero smart working che porterebbe all’aumento della produttività

“Leggiamo con stupore sulla stampa l’ennesimo attacco del sindaco Ottaviani nei confronti dei dipendenti del Comune di Frosinone. Quest’ ultimo attacco fa il paio con le dichiarazioni di un pò di tempo fa con le quali il Sindaco in una visita al Senato dichiarò che avrebbe utilizzato i pensionamenti di quota 100 per risanare il bilancio, riducendo il numero di personale di circa 80 unità. Non riusciamo a capire - Spiegano in una nota inviata alla stampa Salzano Giovanni (Fp Cgil) – Palazzo Giacomo Giovanni (Cisl Fp) e Sandro Bernardini (Uil Fpl) - di quale comune parla il Sindaco Ottaviani quando parla di smart working.

Nel comune di Frosinone è stato attivato, come in tutta Italia, il lavoro da casa che potremmo definire “remote working”. I lavoratori hanno messo a disposizione della cittadinanza i propri spazi di vita e le proprie strumentazioni, garantendo, malgrado la pandemia, la continuità, senza interruzione, di tutti i servizi ai cittadini.

Inoltre vale la pena ricordare che questa modalità di lavoro, che il Sindaco Ottaviani lamenta, è stata imposta come ordinaria dal governo per tutelare sia i lavoratori che gli utenti riducendo le possibilità di contagio. Riteniamo inaccettabile pertanto le critiche, anche perché la Giunta Ottaviani ha scelto di fare tutto da sola, scegliendo di disintermediare il rapporto con i dipendenti, rifiutando il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali nella fase dell’individuazione dei servizi essenziali da garantire “in presenza”, evitando qualsiasi confronto della modalità di lavoro da casa e, soprattutto, mettendo in ferie forzata le lavoratrici ed i lavoratori per azzerare le ferie pregresse.

È vero che, in parte, le Amministrazioni erano impreparate ad usare il lavoro da casa, ma questa impreparazione è dovuta, molto spesso, al rifiuto delle Amministrazioni di modernizzare i propri cicli produttivi. Molto spesso, a differenza di quanto invece avviene nelle ditte private che producono servizi, per alcuni Amministratori vale l’assunto ottocentesco del controllo a vista del lavoratore.

I dati statistici dimostrano l’esatto contrario del lodo Ottaviani: i lavoratori che lavoravano da casa hanno prodotto di più, spesso sacrificando la conciliazione dei tempi di vita con i tempi di lavoro, invece di privilegiarla, hanno settimanalmente inviato dei report sul proprio lavoro svolto, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni dirigenziali. Tutto questo ha significato che la macchina comunale continuasse il suo funzionamento senza interruzione, anche al Comune di Frosinone e per questo non si meritano l’ingiusto attacco mediatico da parte del primo cittadino.

Minori costi ed aumento della produttività

Il Sindaco dovrebbe valutare, per il futuro, quali benefici potrebbe portare alla città un processo di ammodernamento con un vero smart working, in termini di qualità delle prestazioni effettuate dai dipendenti, di minori costi per l’Ente (basti pensare ai minori consumi energetici per gli immobili) e, elemento non indifferente per Frosinone, città spesso citata tra le più inquinate d’Italia, anche in termini di diminuzione di traffico veicolare di smog correlato. Tutto questo senza timore dell’innovazione o dello sforzo organizzativo che si dovrebbe chiedere alle strutture dirigenziali. Come FP CGIL, CISL FP e  UIL FPL saremmo ben lieti di discutere dei modelli organizzativi migliori per il Capoluogo e di come utilizzare al meglio la professionalità e le competenze che hanno i dipendenti comunali.

Invece ancora una volta la politica sembra scegliere di usare il discredito del lavoro pubblico come arma di distrazione di massa. Pensando, forse, a qualche futura campagna elettorale e non al futuro della città. Il Comune di Frosinone ed i suoi dipendenti non merita questo. Il Servizio pubblico, che in questa emergenza ha tenuto in piedi la Nazione andrebbe valorizzato e non colpevolizzato senza motivo, perché solo con un Pubblico forte si può dare la garanzia a tutti di accedere a quei Servizi che permettono di essere cittadini e non sudditi. Forse il Sindaco Ottaviani dovrebbe valutare l’opportunità di scusarsi con i suoi dipendenti”.

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