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Servizi sociali ridotti con continui tagli, la denuncia dei sindacati

I rappresentati sindacali in una nota parlano di “arretramento del livello di assistenza di quei servizi che fino a qualche tempo fa erano un modello di riferimento per tutta la provincia di Frosinone"

“I servizi sociali nel Comune di Frosinone sono stati letteralmente falcidiati dai tagli deliberati dall’Amministrazione, senza che alcun tavolo di confronto con le OO.SS. su una questione tanto delicata ed importante”, dichiarano Anselmo Briganti, Beatrice Moretti e Giovanni Salzano, rispettivamente segretari generali CGIL, dello SPI CGIL e della Funzione Pubblica di Frosinone Latina che poi proseguono.

La scure dei tagli -  rispetto ai quali si è  tentato comunque di addolcire la pillola per i cittadini del capoluogo, con  definizioni poco chiare e oggettivamente più  soft utilizzate sulla stampa, come “razionalizzazioni” o “contrazione della spesa corrente” – secondo la CGIL, lo SPI CGIL e la FP CGIL di Frosinone Latina ha determinato un profondo arretramento dei livelli di assistenza in quei servizi sociali che fino a qualche anno fa erano un modello di riferimento per tutta la provincia di Frosinone. 

“Siamo consapevoli delle difficoltà finanziare dell’Ente comunale, ma quando vi sono problemi e scelte relative alle  priorità rispetto a cui destinare o meno  risorse, discuterne in modo costruttivo ad uno specifico tavolo sindacale è l’unico modo per mettere in pratica scelte davvero razionali, ascoltando diversi punti di vista e avendo allora tutti gli elementi per decidere in una corretta logica di piena trasparenza e condivisione”, dichiarano, Beatrice Moretti e Giovanni Salzano. Tutto è stato deciso invece in modo unilaterale dal Comune di Frosinone e il Sindacato ritiene assolutamente inaccettabile che nei servizi di assistenza del distretto B, di cui ricordiamo che il comune di Frosinone è capofila, vi siano tagli e tentativi di rimpalli di responsabilità tra Comune e Regione.

In un contesto tanto difficile come quello attuale, in cui tutte le istituzioni devono creare le condizioni per la ripartenza dopo l’emergenza epidemiologica, non è pensabile tagliare servizi e far quadrare le casse sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini - utenti, che ricordiamo sono prevalentemente anziani e disabili anche gravi, considerando che i tagli contestati hanno colpito soprattutto servizi quali assistenza domiciliare e centri anziani, rispetto ai quali permane la chiusura.

La CGIL, lo SPI CGIL e la Funzione Pubblica CGIL denunciano con forza la necessità non solo di garantire i livelli di assistenza delle prestazioni sociali antecedenti all'emergenza Covid-19, ma anche di investire e potenziare i servizi di assistenza del Distretto sociale di Frosinone. Moretti e Salzano, in particolare, contestano la delibera comunale che ha precluso la possibilità di accedere al servizio di assistenza domiciliare per i cittadini con Isee superiore a 12993,68 Euro, anche qualora fossero disponibili a compartecipare al costo proporzionalmente alle proprie disponibilità economiche. Il Sindacato preannuncia quindi un’estate molto “calda” nel capoluogo ciociaro, a difesa della parte più fragile della cittadinanza e dei livelli occupazionali.

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