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Zona rossa, Ottaviani: "Niente studenti di Torrice a Frosinone"

Il sindaco di Frosinone: "L’attivazione o l’implementazione della Didattica A Distanza, davanti al rischio concreto di un aumento o addirittura del picco dei contagi, unitamente alle varianti del covid, probabilmente potrebbe rappresentare una scelta saggia e, soprattutto, il male minore"

“Abbiamo bisogno di certezze e non di equivoci che costituiscono, alcune volte, un rimedio peggiore rispetto al male – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, a margine di alcune situazioni generatesi nelle scuole del capoluogo, a seguito del decreto emesso dalla Regione Lazio che ha istituito la zona rossa nel comune di Torrice.

“Se i contagi, come sembra, dovessero essere in aumento, non può essere messa in discussione la decisione da parte degli enti sovraordinati di sottoporre un comune alla dichiarazione di zona rossa, per evitare una ulteriore diffusione della patologia, sia all’interno del perimetro comunale, sia all’esterno, nella direzione degli altri comuni del circondario”.

“L’elemento di assoluta illogicità e incomprensibilità è costituito, però, dall’istituzione di una zona rossa per un comune, come Torrice, bloccando, da una parte, gli ingressi e le uscite dei cittadini permettendo, dall’altra, lo spostamento di 2-300 studenti al giorno, verso le scuole della città di Frosinone e aumentando a dismisura la veicolazione delle possibilità di contagio. Se così fosse, la città di Torrice diventerebbe l’unica zona rossa d’Italia in cui sarebbe ammessa la mobilità esterna di studenti, lavoratori e singoli, per altre necessità, lasciando nel paese soltanto i negozi, bar e ristoranti chiusi, e istituendo una zona ‘arcobaleno’ al posto di quella rossa”.

“I cittadini, davanti ai pericoli scaturenti dalla pandemia del covid, sono disposti a fare sacrifici importanti, come già è avvenuto nel corso dell’ultimo anno, ma chiedono esclusivamente la certezza del diritto, oltre che degli obblighi e dei doveri. L’attivazione o l’implementazione della Didattica A Distanza, tramite computer, tablet o smartphone, per le prossime settimane, davanti al rischio concreto di un aumento o addirittura del picco dei contagi, unitamente alle varianti del covid, probabilmente potrebbe rappresentare una scelta saggia e, soprattutto, il male minore”.

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