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L'artista del pane torna nella sua amata città: 'Gambero Rosso' esalta Frosinone e Roberta Pezzella

La frusinate è molto determinata a far bene nella sua nuova attività: "Sarò in ascolto e cercherò il più possibile di seguire i ritmi e le richieste della clientela. Alla mia famiglia e a Frosinone devo tutto"

Ormai non si contano più le volte che la città di Frosinone viene elogiata dalla prestigiosa rivista culinaria “Gambero Rosso”. Dopo Dolcemascolo ed i suoi panettoni, ora è la volta di Roberta Pezzella, artista del pane apprezzata in tutta Italia.

Ha firmato uno dei cestini del pane più importanti d’Italia – si legge su Gambero Rosso - poi ha diretto il laboratorio del panificatore romano Gabriele Bonci, formato professionisti e avviato locali su locali (l’ultimo, in ordine di tempo, Demetra a Longiano) con le sue preziose consulenze. Roberta Pezzella si ferma e torna nella sua Frosinone e il 22 febbraio finalmente apre la sua panetteria-laboratorio: Pezz De Pane, un luogo costruito su misura per esprimere a 360 gradi il suo concetto di pane, di filiera, di benessere alimentare.

Il nuovo laboratorio a Frosinone

La giornata di Roberta inizierà alle 5.30 con i forni già accesi, infornerà le prime venti pagnotte e si occuperà di riempire il piccolo banco per i lievitati della colazione. Le idee sono chiare e la linea già scritta. Non entrerà farina 0 e 00, lavorerò grano tenero, ma darò grande spazio ad altri grani e cereali, solo ed esclusivamente italiani e macinati a pietra naturale, ci sarà una produzione dedicata agli intolleranti al glutine e al lattosio e persino un pane proteico pensato proprio per gli sportivi. Per il resto sarò in ascolto e cercherò il più possibile di seguire i ritmi e le richieste della clientela. Quella del mio paese”, ci tiene a sottolineare Roberta. Il nuovo laboratorio aprirà i battenti in Piazza Garibaldi.

Roberta Pezzella, le origini e il ritorno: “Frosinone mi aspetta”

“Alla mia famiglia, a Frosinone devo tutto e il mio impegno di oggi è quello di aggiungere un’eccellenza a un territorio che piano piano inizia a farsi spazio nel panorama enogastronomico laziale”.  Un territorio che regala prodotti come la caciotta e la mozzarella di Amaseno, il pecorino di Picinisco e che ha ancora tanto da offrire e scoprire, ma soprattutto da riprendere e rivalutare. “Il percorso che oggi mi riporta a casa non ci sarebbe mai stato se non avessi avuto la mia famiglia sempre pronta a sostenermi in questi anni. Se non ci fosse stato don Silvio, mio zio, che anni fa, durante la vigilia di Natale mi regalò il corso Professione Cuoco del Gambero Rosso. Mio zio, tra le altre cose, era fissato che noi mangiassimo pane a tavola”, spiega Roberta, “ci ho sempre visto un segno del destino in questa cosa”.

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