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Sabato, 21 Maggio 2022
La commemorazione dell'Olocausto

Giorno della memoria, il sindaco Ottaviani: "Shoah vuol dire ferita ancora viva e aperta"

Il primo cittadino di Frosinone interviene in occasione della celebrazione della ricorrenza dell'Olocausto

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria, accentua che “Shoah vuol dire ferita ancora viva e aperta. Filosofi e scienziati, nel corso dei secoli si sono interrogati sulle qualità e sulle caratteristiche che ci rendono umani. Alcuni hanno indicato la sensibilità e le emozioni come le chiavi di volta della nostra appartenenza all’umanità. Altri hanno messo in risalto come la limitatezza della nostra esistenza, in realtà, costituisca la spinta che fa sì che alcuni – poeti, pittori, scultori, artisti – cerchino di lasciare un’eterna traccia di sé, conquistando l’immortalità attraverso le proprie opere. Altri hanno visto nella coscienza razionale l’elemento che più di ogni altro contraddistingue l’essenza umana".

"Per altri ancora, il fondamento dell’umanità è quello della compassione, nel senso etimologico del termine: soffrire insieme, riconoscersi in un unico dolore che accomuna tutti gli esseri umani, è inteso come l'atto stesso in grado di infrangere ogni barriera che l’egoismo, la diffidenza, il pregiudizio possono costruire tra noi e gli altri - aggiunge poi - A volte, come la storia ci insegna, il solco tra le persone che viene a crearsi quando gli elementi distintivi della nostra appartenenza all’umanità vengono meno, può assumere contorni drammatici, se alimentato da una delirante ideologia carica di violenza, di sopraffazione, di ingiustizia".

"Ciò è potuto accadere, meno di un secolo fa, nella nostra casa comune, in Europa, con l’immane tragedia collettiva costituita dalla persecuzione e dall’Olocausto del popolo ebraico. Durante questa pagina buia della nostra storia, ogni tratto distintivo della civiltà, della convivenza, del rispetto dell’umanità è stato oscurato, lasciando spazio solo al linguaggio della guerra e dell’odio - conclude il sindaco di Frosinone - Questa cieca follia ha permesso che uomini, donne, bambini, anziani fossero privati della libertà, della dignità, dei propri legami familiari, della vita stessa. Ricordare quanto accaduto e commemorare le vittime della Shoah è un dovere morale che tutti noi dobbiamo custodire e coltivare, specie tra le giovani generazioni, ristabilendo il primato di valori come la pace, la solidarietà, la coesione sociale, la cultura dell'ascolto dell'altro”.

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