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Venerdì, 20 Maggio 2022
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Inquinamento, Medici di Famiglia per l'Ambiente: a Frosinone netto aumento delle malattie cardiache ischemiche

Al peggioramento della qualità dell’aria nel 2021 rispetto il 2019 nella Provincia di Frosinone, si è sovrapposto, come da previsione, l’aumento delle malattie cardiache ischemiche

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente riporta i dati delle malattie ischemiche cardiache negli anni 2019 e 2021 in Provincia di Frosinone correlati alle concentrazioni di PM2,5.

Le due sezioni della tabella, mostrano il netto peggioramento della qualità dell’aria, espressa dalla concentrazione delle PM2,5, nell’anno 2021 rispetto il 2019, nei paesi della Provincia di Frosinone. I valori sono stati rilevati con l’ausilio delle centraline ANCLER. Periodi di riferimento i mesi invernali.

tabella pm-2

Valore di riferimento istituzionale PM2,5 = 25 µg/m³ aria di media annua (tabella sopra)

La provincia di Frosinone è nota, ormai da anni, per detenere il record di concentrazione delle polveri sottili PM10, PM2,5.

Altrettanto noto che le PM2,5 sono le più patogene, ovvero maggiormente responsabili di malattie, soprattutto cardiovascolari.

L’alta patogenicità delle PM2,5, ribadiamo le più pericolose, trova ulteriore supporto nella formulazione delle nuove Linee Guida OMS, che riducono in misura considerevole i valori raccomandati per le stesse fino ad oggi. Il valore guida per le PM2,5 è stato infatti dimezzato da 10 µg/m³ a 5 µg/m³, a rappresentare la maggiore necessità di salvaguardia della salute pubblica, con sottolineatura che, comunque, non esiste valore, anche al di sotto di 5 µg/m³, che indichi innocuità delle PM suddette.

Aumento delle malattie cardiache ischemiche

Al peggioramento della qualità dell’aria nel 2021 rispetto il 2019 nella Provincia di Frosinone, si è sovrapposto, come da previsione, l’aumento delle malattie cardiache ischemiche. I dati, riferiti dai medici dr.ssa Cristina Volponi – Cardiologa e dr.ssa Teresa Petricca – Pneumologa, dati che riconoscono la fonte negli accessi al Pronto soccorso dell’Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone da parte di pazienti con “dolore al petto” negli anni attenzionati, attestano 308 casi di cardiopatia ischemica nel 2019 a fronte di 329 casi nel 2021. Aumento, quindi, del +6,8% in Ciociaria+15,2%, invece, l’aumento registrato nella sola città di Frosinone.

Controtendenza assoluta con i dati dell’Agenzia Sanitaria Nazionale delle Regioni e DEP Lazio, notizia di cronaca attuale, che indica nel 2020 una riduzione “che ha raggiunto il 14% in assoluto e quindi il 12% al netto della quota che era attesa” visto che negli ultimi anni si era registrata “una tendenza alla riduzione per gli infarti miocardici acuti di circa il 2%”. Calo significativo attribuito dagli articolisti anche alla diminuita esposizione agli inquinanti aerei durante il lockdown. “L’inquinamento è un noto trigger dell’infarto” spiega il dirigente cardiologo dell’ospedale Careggi del Policlinico di Firenze, ribadendo e confermando notizia scientifica ormai nota agli operatori sanitari tutti.

Nel contesto della Città di Frosinone già territorio SIN, nel quadro di una drammatica condizione sanitaria, estremamente critica, confermata da numeri e dati impietosi, si progetta la realizzazione di un biodigestore anaerobico per lo smaltimento dei rifiuti organici per un quantitativo ben 12 volte esuberante la quantità prodotta dalla popolazione locale, con una massiccia capacità emissiva di inquinanti aerei, insopportabili per il contesto territoriale frusinate, già oltre norma gravato da pressione ambientale ed incidenza di malattie e morti.

Articolo a cura del dott. Giovambattista Martino, coordinatore Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente

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