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Una veduta di Frosinone

Una veduta di Frosinone

Surriscaldamento climatico, Lazio ‘bandiera nera’ d’Italia e Frosinone tra le 20 province più ‘infuocate’

Ciociaria e dintorni, in base allo studio diffuso dai promotori di ‘Stop global warming’, con una media di oltre due gradi e mezzo in più rispetto agli anni Sessanta. + 2,66° a livello regionale, peggio di Trentino Aldo-Adige e Lombardia

I primi firmatari di ‘Stop global warming’, la campagna promossa anche dal fondatore di Eumans! Marco Cappato a favore della riduzione delle emissioni di Co2, hanno diffuso uno studio – realizzato dall’Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa/EdjNet in materia di surriscaldamento climatico – che inchioda il Lazio e la provincia di Frosinone, oltre l’incremento medio della temperatura nazionale (+ 2,2°) con “dati indicativi - evidenzia Eumans! - ma allarmanti”.  

Il Lazio, oltretutto “bandiera nera” d’Italia, è la regione che ha registrato l’incremento maggiore (+ 2,66) rispetto agli anni Sessanta, davanti a Trentino Alto-Adige (+ 2,57°C) e Lombardia (+2,56 °C). La provincia di Frosinone, inoltre, è la ventesima tra quelle più “infuocate”, con oltre due gradi e mezzo in più – per l’esattezza + 2,53° – di sessant’anni fa.

Nel preoccupante quadro generale – ben 72 province su 110 oltre la media europea (+ 1,99°) – Frosinone è preceduta, nell’ordine, dalla capolista Brindisi (+ 3,12°) e a ruota da altri 18 città: Roma (3,07°), Sondrio (2,98°), Milano (2,85°), Latina (2,79°), Vicenza (2,76°), Monza Brianza (2,73°), Bolzano (2,71°), Lecce (2,69°), Taranto (2,68°), Campobasso (2,67°), Verbano-Cusio-Ossola (2,66°), Reggio Calabria (2,65°), Pordenone (2,63°), Varese (2,61°), Bergamo (2,58°), Verona (2,56°), Brescia (2,56°) e Treviso (2,54°).

“Ci auguriamo - spera Cappato - che anche Greta Thunberg, i firmatari dell'appello “Voglio un pianeta così” promosso del Parlamento Europeo e i sindaci italiani che proveremo a coinvolgere singolarmente, vogliano cogliere questa opportunità di incardinamento istituzionale di un progetto concreto, in assenza del quale anche le loro richieste -come tutte quelle di chi non si accontenta dell'accordo di ieri- rischiano di rimanere senza nemmeno una risposta da parte della Unione europea”.

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