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Regione Lazio, lunghe attese per il Green Pass: crescono disagi e polemiche

Il certificato verde, ormai obbligatorio, ancora non è arrivato a molte persone nonostante abbiano completato il ciclo vaccinale già da diversi giorni

Nel Lazio il Green Pass si fa attendere. Arrivano, infatti, da tutta la Regione lamentele sui ritardi della certificazione verde e c'è chi tra poco deve tornare a lavoro ma non potrà farlo a causa proprio di questi ritardi. Per questo motivo, è stato creato un gruppo Facebook intitolato ‘Green pass Lazio’ dove si prova a studiare soluzioni e scambiarsi consigli per ottenere la certificazione verde, necessario soprattutto per gli sposamenti e obbligatoria in alcuni posti di lavoro, come le scuole, dal primo settembre.

“La mia vaccinazione non risulta registrata, pertanto il codice non può essere generato dal ministero e la procedura per l’ottenimento del green pass è ferma”. A parlare - riporta RomaToday è Andrea, un abitante di Aprilia che diciassette giorni fa ha ricevuto la somministrazione della seconda dose del vaccino: da allora è in attesa di ricevere la certificazione verde, ormai obbligatoria. All’apertura dell’ennesima segnalazione, l’ASL di Latina ha risposto con una email – che abbiamo potuto leggere – in cui spiega ‘Nel periodo in cui ha effettuato la vaccinazione, la piattaforma era disabilitata a causa di un hackeraggio. Di quelle vaccinazioni se ne sta occupando la Regione che inserirà i dati in un arco di tempo a noi sconosciuto. Dopo 48 ore dalla registrazione della sua seconda dose, riceverà sms per scaricare il green pass’.  

La storia di Andrea è una storia comune a tanti cittadini residenti nella Regione Lazio che, nonostante abbiano ricevuto la somministrazione dell'intero ciclo vaccinale, non hanno ancora ottenuto il codice per avere il green pass. In altri casi, la vaccinazione non risulta e si finisce in un 'gioco dell'oca' che allarma tutti. Già perché la certificazione verde, oltre che essere obbligatoria per accedere ad alcuni luoghi e per i mezzi di trasporto, a partire dalle prossime settimane, sarà necessaria anche sui posti di lavoro. Si teme, pertanto, che questi ritardi, possano compromettere il lavoro oltre che le vacanze.  Da qui anche la creazione di un gruppo Facebook, in cui gli utenti hanno fatto fronte comune. 

Della stessa provincia di Andrea, anche Elisa. “Ho effettuato la seconda dose il 2 agosto. Inizialmente controllavo nel sito messo a disposizione dal ministero con lo spid, poi dopo una settimana, in cui non arrivava nulla e la mia vaccinazione non risultava nemmeno per richiedere l'authcode, ho iniziato a telefonare al 1500. A loro non risultava nulla e mi hanno rimandata all’hub, che però mi ha mandata in farmacia. Da qui mi hanno rimandato all’hub dove ho lasciato nuovamente i dati e sono in attesa di una telefonata di aggiornamento. Sono andata anche dai carabinieri, volevo sporgere denuncia, mi hanno rimandato alla asl. Sembra di stare nel gioco dell’oca” ha raccontato a Roma Today. Elisa ha poi lanciato l'hashtag #greenpasslazio, seguita da molti altri utenti, per sensibilizzare la Regione. 

A Roma, invece, c’è chi ha ricevuto la seconda dose molto prima che il sistema informatico della Regione Lazio subisse un attacco hacker. È la storia di Leonardo che lo scorso 8 luglio, cinque settimane fa, ha ricevuto l’ultima somministrazione del vaccino. Per lui, la certificazione verde rimane ancora un miraggio. 
“Abbiamo ricevuto tante segnalazioni da pazienti che non hanno ancora ottenuto il green pass – ha spiegato ai nostri taccuini Valeria Converti – medico – Eppure i dati sono registrati in maniera corretta, a onor del vero, infatti, la vaccinazione risulta nel fascicolo sanitario. Il problema, a mio avviso, è il mancato trasferimento dei dati dalla Regione al Ministero che rallenta tutte le procedure”. 

“Ho paura che se il green pass non arriverà entro il 31 agosto, il 1 settembre sarò sospesa senza stipendio, o dovrò spendere lo stipendio per pagarmi i tamponi ogni 48 ore” ha scritto Chiara di Valmontone sul gruppo Facebook che, tra le decine di utenti, spera in una soluzione immediata. 

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