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Dossier Legambiente ‘Abbatti l’abuso’, in Ciociaria eseguito un quinto delle ordinanze di demolizione degli edifici abusivi

Il dato (18.3%) emerge da un sondaggio che fa testo ma a cui ha risposto solo il 5% dei Comuni. “Da censurare in particolare il Capoluogo - lamenta Il Cigno di Frosinone – La mancata risposta al questionario ha restituito la misura della sua opacità”

Legambiente ha presentato il dossier “Abbatti l’abuso”, un quadro sulle mancate demolizioni degli edifici abusivi. Se in Italia e nel Lazio sono stati abbattuti rispettivamente il 32.9% e il 22.6% degli immobili colpiti da un provvedimento amministrativo, in provincia di Frosinone il dato è ancor più preoccupante: è ad appena il 18.3% il rapporto tra numeri di abbattimenti eseguiti e ordinanze emesse, ovvero nemmeno un quinto.

Nel questionario, che Legambiente ha inviato tramite Pec ai 7.909 comuni d’Italia e a cui hanno risposto in maniera completa e corretta 1.819 amministrazioni (un tasso di risposta del 23%), è stato chiesto di fornire il numero di ordinanze di demolizione emesse dal 2004 (anno successivo all’ultimo condono edilizio) al 2020, il numero di esecuzioni, il numero di immobili trascritti al patrimonio pubblico e quello delle pratiche trasmesse alle Prefetture come previsto dalla nuova legge (L.120/2020) in caso di inottemperanza entro 180 giorni.

In Ciociaria tasso di risposta al 5.5%, neanche il Capoluogo partecipa al sondaggio

“Decisamente sconfortanti i dati relativi ai comuni della provincia di Frosinone, il cui tasso di risposta si è attestato ad un misero 5,5% - lamenta il circolo Il Cigno del Capoluogo, presieduto da Stefano Ceccarelli - Nell’ambito delle amministrazioni che hanno fornito una risposta, il rapporto fra numero di abbattimenti eseguiti e numero di ordinanze emesse è stato appena del 18,3% (inferiore persino ai dati regionali di Sicilia e Campania), mentre solo 1 immobile è stato trascritto nel patrimonio immobiliare dei comuni, e nessuna ordinanza non eseguita è stata inviata al prefetto”.

“Da censurare in particolare il comune capoluogo – critica, infine, Legambiente Frosinone - che con la sua mancata risposta al questionario ha restituito la misura della sua opacità nel rendere di pubblico dominio informazioni di grande rilevanza su una tematica di forte interesse urbanistico, tanto più grave se si considera che l’abbattimento degli immobili abusivi e la rinaturalizzazione delle aree interessate potrebbe almeno in parte compensare il pesante consumo di suolo causato dal gran numero di recenti nuove edificazioni autorizzate dall’amministrazione”.

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