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Legambiente Frosinone boccia il PUMS: "Piano poco ambizioso"

Il circolo del capoluogo: "Ennesima occasione perduta per un ripensamento profondo della mobilità urbana a Frosinone"

"Dalla lettura della proposta di Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) approvata dalla Giunta Comunale - scrive Legambiente Frosinone -  ci sentiamo di sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione e della cittadinanza una serie di considerazioni. Preliminarmente, rileviamo che il documento evidenzia una netta discrasia fra un’ampia e sin troppo prolissa analisi di carattere generale, applicabile a qualunque realtà urbana medio-piccola (con errori rivelatori di un ampio uso del copia-e-incolla), e una focalizzazione del tutto inadeguata sulle linee di indirizzo e le scelte strategiche applicabili alla realtà specifica di Frosinone.

Per tutta una serie di tematiche di rilievo descritte nella parte generale (p.es. l’intermodalità nei trasporti, la sharing mobility, la sicurezza stradale, l’inquinamento acustico) non vi è traccia di azioni o proposte chiaramente inquadrabili, mentre al contrario le risposte fornite sono generiche o sintetizzabili in meri auspici destinati verosimilmente a restare lettera morta".

Per Legambiente il piano denota mancanza di ambizioni

"In generale - continua Legambiente -  il piano denota a nostro avviso una mancanza di ambizione rispetto ad obiettivi a lungo termine che altre città si sono date nel contesto del contributo alle finalità prioritarie della decarbonizzazione e della resilienza urbana. Se pensiamo alla lungimiranza di amministrazioni di città europee che puntano all’obiettivo strategico di città senza auto e a emissioni zero, non possiamo non rimarcare la timidezza di un piano incapace di traghettare Frosinone verso un futuro tanto necessario quanto desiderabile.

Inoltre, il PUMS proposto presenta una certa incoerenza fra le (poche) scelte chiaramente individuate e il sistema di incentivi e disincentivi necessari alla loro realizzazione. Ci riferiamo in particolare all’idea della metropolitana di superficie che dovrebbe collegare lo Scalo con De Matthaeis: come si può pensare che una città in cui l’uso dell’auto privata è così radicato possa magicamente convertirsi al trasporto pubblico se non si adottano delle progressive, drastiche limitazioni alla circolazione veicolare e alla sosta nelle aree di maggior congestione?

Dobbiamo poi evidenziare alcune gravi lacune nella programmazione proposta e nella scelta delle priorità, che fanno ritenere che il percorso partecipato a cui la nostra associazione ha contribuito in quanto soggetto portatore di interessi diffusi sia stato nei fatti poco di più di un atto dovuto".

Le maggiori critiche al Piano del Comune 

"1. Nessuna azione puntuale al di là di vaghe linee di indirizzo è prevista per rafforzare il ruolo primario della pedonalità: avevamo auspicato iniziative per l’allargamento dei marciapiedi nei luoghi in cui il passeggio è un’abitudine consolidata (p.es. via Aldo Moro), ma non siamo stati ascoltati;

2. Non è stata adeguatamente riconosciuta la funzione strategica della stazione ferroviaria come hub per la mobilità e luogo primario di interscambio fra una varietà di mezzi di trasporto;

3. Manca la previsione di nodi di scambio precisamente individuati posti all’ingresso nel centro urbano che consentano di alleggerire i flussi di traffico provenienti dai comuni limitrofi;

4. La parte alta della città, che assolve una funzione identitaria per i frusinati, anche in relazione alla storia del capoluogo, è quasi del tutto assente nel piano: non sono menzionati altri accessi al centro storico nel quadro di una mobilità sostenibile ad eccezione dell’ascensore inclinato. Nel solco delle scelte amministrative passate, non è stato riconosciuto, ad esempio, il ruolo del parcheggio
multipiano quale infrastruttura fondamentale per una progressiva pedonalizzazione del centro storico;

5. Non vi è alcuna previsione di un’estensione futura delle ZTL che oggi conosciamo, striminzite, residuali e precarie, come dimostra la cancellazione sine die della sperimentazione avviata nel 2019 su via Aldo Moro e Corso della Repubblica durante i weekend;

6. Mancano agevolazioni puntuali alla mobilità elettrica in grado di favorire la diffusione di veicoli elettrici quale ad es. l’esenzione dal pagamento della sosta sulle strisce blu".

La pista ciclabile

"Quanto alla ciclabilità - conclude Legambiente - stigmatizziamo l’assenza di un chiaro cronoprogramma per l’attuazione dei percorsi protetti proposti nel piano. La definizione delle priorità realizzative nell’ambito della rete, pur ampia, di piste ciclabili riportata nel piano è essenziale per dare il messaggio che la funzione della ciclabilità e della micromobilità si estende ben al di là degli scopi meramente ricreativi, dovendo incidere sulle abitudini quotidiane degli spostamenti abituali dei cittadini.

Da questo punto di vista, è senz’altro opportuno dare precedenza alla realizzazione del lotto 1, che va ad incidere sulle strade maggiormente congestionate della città. In conclusione, se ci attenessimo strettamente al PUMS, dovremmo esternare la nostra delusione per un piano che, così come formulato, rappresenterebbe l’ennesima occasione perduta per un ripensamento profondo della mobilità urbana a Frosinone, fattore chiave affinché la vivibilità complessiva della città risalga dai bassifondi in cui è collocata oggi".

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