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Legambiente Frosinone, flashmob contro il consumo del suolo

Il Circolo Legambiente di Frosinone ha manifestato simbolicamente contro il consumo di suolo, le nuove edificazioni e le politiche urbanistiche dell'Amministrazione Ottaviani

Il Circolo Legambiente di Frosinone ha manifestato simbolicamente contro il consumo di suolo, le nuove edificazioni e le politiche urbanistiche dell'Amministrazione Ottaviani. L'iniziativa ha una duplice valenza, educazionale e politica.

"Vogliamo in primo luogo sensibilizzare l'opinione pubblica - racconta il Circolo Legambiente -  sul grave problema rappresentato dal continuo consumo di suolo nel nostro territorio. Edilizia privata (anche abusiva), strade, parcheggi, piazzali, capannoni, centri commerciali, strutture adibite alla logistica: tutto ciò che impermeabilizza le superfici naturali non fa che arrecare danno agli ecosistemi e ostacolare i tentativi di mettere in atto politiche ispirate alla resilienza nella battaglia contro la crisi climatica. C'è una marcata sottovalutazione del problema da parte degli amministratori e dei cittadini: non ci si rende conto che, una volta consumato, il suolo è perso per sempre.

Conservare i suoli e la vegetazione che li ricopre vuol dire preservare i servizi ecosistemici che essi offrono: dal drenaggio delle acque meteoriche allo stoccaggio del carbonio organico, fino alla biodiversità (la perdita di insetti e microorganismi, che sono alla base delle catene trofiche, costituisce un sensibile impoverimento delle ambiente). Nelle città, i suoli sigillati impediscono l'infiltrazione in falda e soprattutto esacerbano gli effetti delle alluvioni ostacolando l'assorbimento delle acque meteoriche. Inoltre, l'eliminazione delle zone verdi nelle aree urbane intensifica le isole di calore nei periodi estivi, rendendo ancora più insopportabili le sempre più frequenti ondate di calore causate dal riscaldamento globale.

Sul versante delle politiche urbanistiche, reputiamo assurdo e anacronistico che si continui ad edificare in una città come Frosinone a dispetto del declino demografico ed economico del territorio, e nonostante ISPRA abbia certificato che il capoluogo ciociaro è, con il 29,9%, il terzo Comune del Lazio in quanto a percentuale di suolo consumata dopo Ciampino e Anzio (dati 2018, destinati dunque a peggiorare)".

La crisi dell'edilizia - conclude la Fiab - non va certo contrastata con nuovo cemento, ma con una decisa spinta verso la rigenerazione del patrimonio esistente, il suo efficientamento energetico ed architettonico. Oltretutto una maggiore offerta di nuovi appartamenti ad uso abitativo porterà ad un deprezzamento delle unità immobiliari preesistenti, e quindi ad un danno economico per i proprietari di case. Chiediamo politiche coraggiose che puntino all'azzeramento del consumo di suolo, alla rinaturalizzazione e alla depavimentazione, a vantaggio di nuovo verde, alberature diffuse e orti urbani. In sintesi: cemento zero, alberi mille. Stop al consumo di suolo.

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