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Martedì, 18 Gennaio 2022
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I mestieri scomparsi, la storia dell'imbastaro del Piglio

Ogni anno nascono professioni nuove e gli analisti fanno a gara per stabilire quale sarà la più ricercata o la più pagata

Ogni anno nascono professioni nuove e gli analisti fanno a gara per stabilire quale sarà la più ricercata o la più pagata. Ma chi si ricorda, invece, di quelle professioni o mestieri che oggi sono scomparsi a causa del progresso? Eccone uno: L'imbastaro o bastaro, o mastaro cioè il produttore di “basti”per asini e muli.

Il basto è una rudimentale sella di legno imbottita, che veniva appoggiata sul dorso di animali da soma, soprattutto muli e somari, per trasportare carichi di varia natura, assicurati con delle funi che passavano attraverso anelli collocati al lato degli arcioni.

Con il basto, spesso, si riusciva a cavalcare anche l'animale.

A Piglio, ridente paese della Ciociaria, due sono stati i “bastari”: Benedetto Illuminati e Francesco Noro.

Benedetto Illuminati aveva la bottega in località Romagnano mentre Francesco Noro ha svolto la sua attività a Piglio in Via Piagge n° 22 dal 1927 al 1990.

Francesco Noro, oltre ad avere una clientela locale in quanto gli asini e cavalli a Piglio essendo un paese agricolo, erano di casa, aveva richiesta di basti anche da clienti della Toscana, della Campania, di Nizza e di Savona e perfino della provincia di Trento.

"A continuare l’attività  di Francesco - spiega lo storico e scrittore locale Giorgio Alessandro Pacetti - è stato il figlio Adriano ed insieme sono riusciti a partecipare a vari concorsi e mostre a Frosinone, a Roma presso la Fiera Campionaria, a Torino nella mostra della Montagna e a Monaco di Baviera nella mostra artigianale tramite il Patronato ENAPI (Ente Nazionale per l’Artigianato e le Piccole Industrie) di Frosinone vincendo trofei, medaglie ed attestati uno degli ultimi nell’anno 2011 in un concorso indetto dalla camera di Commercio di Frosinone.

L’attività della famiglia Noro è terminata nel 1990 con l’estinzione degli asini una razza animale che tanti servizi ha reso all’uomo per essere stato un animale paziente e fedele.

Due grandi cartelli pubblicitari posti uno a Valmontone e l’altro ad Anagni lungo l’autostrada del Sole A1 riproducono un mulo con il “basto” di Noro. Antillo, piccolo paese collinare fra Taormina e Messina, all’asino ha dedicato un monumento.

Bene quindi ha fatto la giunta comunale di Antillo ad erigere un monumento all’asino per ricordare uno spaccato di vita contadina in cui l’asino era al centro delle attività agricole in ogni periodo dell’anno.Ringrazio Adriano Noro per le foto che sono state pubblicate a pag. 100 sul libro “L’Artigianato e la piccola industria nella provincia di Frosinone” a cura della Camera di Commercio di Frosinone con la collaborazione dell’ENAPI ufficio regionale per il Lazio -fotografie di Gianni Marcket".

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