Paliano, tre anni senza il Principe Ruffo ma con la nuova speranza ambientalista

In queste ore ricorre il terzo anniversario dalla morte dell'uomo che ha segnato per sempre la storia di questa zona a nord della Ciociaria con la sua "Selva di Paliano", il Parco Uccelli conosciuto in tutta Italia

Sono tre anni che Dom Antonello Ruffo di Calabria non è più con noi. Quest’anno però l’anniversario della morte ha una luce nuova di speranza grazie al “Bosco di Paliano” una delle ultime iniziative che voleva portare a termine il Principe e che è stato realizzato (è aperto da fine giugno) dai figli sui circa 30 ettari di terreno di loro proprietà tra Colle Gianturco e la frazione di San Procolo.

Figlio di uno dei più antichi casati italiani e fratello maggiore di Paola di Liegi, ex Regina del Belgio, Antonello Ruffo di Calabria era un uomo geniale e dalle idee vulcaniche, amico di artisti e scrittori come Leonardo Sciascia, Ennio Flaiano, Federico Fellini e altri. Fu tra i primi a recarsi a Cuba dopo la rivoluzione. È stato anche un appassionato ambientalista, su di lui è stato scritto anche il libro: “L’uomo che spostava le Colline” (con  prefazione  di Fulco Pratesi, fondatore di Wwf Italia). Si deve ad Antonello Ruffo la nascita del primo parco ornitologico in Italia, il Parco Uccelli creato nel 1974 dal nulla la Selva di Paliano, in provincia di Frosinone. All’interno della tenuta aveva fatto costruire anche una ferrovia privata, usata per girare la scena finale del film “Non ci resta che piangere”, con Benigni e Troisi nel 1984

Aveva rifiutato nel lontano 1984 le lusinghe del costruttore milanese Silvio Berlusconi che gli aveva offerto tanto denaro, circa 100 miliardi di vecchie lire. Poi aveva rifiutato anche le lusinghe della Fiat per la costruzione dello stabilimento che poi fu fatto a Cassino. Lui fermo sull’ambiente credeva in questo progetto per rilanciare tutto il complesso della Selva.

Quei 526 ettari di terreno che il Principe Fulco Ruffo di Calabria, coadiuvato da Nazzareno Pecchi (Neno) acquistò nel lontano 1926 per farne una grande azienda agricola, ceduta poi al figlio Antonello e portata avanti tra mucche e pecore da latte per essere trasformata nel lontano 1973 in Parco Uccelli, funzionante fino al 2000, nei 44 ettari immersi nel verde e con ben 8 laghi all’interno. Negli anni 2000 iniziò il periodo buio dei tanti problemi che portarono tutto al decadimento, ma soprattutto anche per la burocrazia. 

Il bosco è stato lasciato ai figli che, come detto, lo hanno rimesso in funzione secondo i voleri del padre. Oggi i figli hanno realizzato l’ultimo suo sogno “Il Bosco di Paliano” per sostenere l’iniziativa Plastic Free. Qui vengono forniti sacchetti da gettare nella differenziata a casa per un mondo libero dalla plastica e dai rifiuti e per dimenticare ogni sorta di tecnologia, riscoprendo l’equilibrio interiore ed il rispetto dell’altro. I figli sono fieri perché fino ad oggi sono riusciti a trasmettere il rispetto per l’ambiente ai migliaia di visitatori che soprattutto nel fine settimana affollano i verdi sentieri del Bosco.

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L’Ambiente, l’idea fissa del Principe Ruffo sta quindi riprendendo il percorso per mano delle figlie Domitilla e Claudia che, con amore e passione, portano avanti il suo progetto. Seppure attraverso nuove strategie e diversi strumenti il fine ultimo resta sempre il rispetto e la fruibilita della natura, secondo il proverbio ‘Non ereditiamo la terra dai nostri genitori, la prendiamo in prestito dai nostri figli’ (Navajo).

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