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Il passaporto sanitario per ritornare alla normalità

In Germania si fa strada la proposta di riaprire cinema, ristoranti, teatri e musei. Ma garantendo l'accesso ai soli vaccinati. E la Grecia ha lanciato l'idea (che piace alla Commissione Ue) di un certificato di vaccinazione per rilanciare il turismo

Una suggestione alquanto importante si sta facendo strada dall'Europa. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha sostenuto che i vaccinati contro la Covid-19 dovrebbero poter andare al ristorante e al cinema, in alcune dichiarazioni pubblicate oggi dalla Bild am Sonntag. "Alle persone vaccinate si deve consentire di esercitare di nuovo i diritti di base", indica Maas. "Ancora non si è acclarato in forma definitiva fino a che punto i vaccinati possono infettare gli altri. Quello che è chiaro è che una persona vaccinata non toglie il respiratore, necessario per trattare i malati gravi, a nessuno. Questo elimina almeno un motivo centrale per limitare i diritti di base".

Il titolare degli Esteri - come riporta today.it - ha fatto riferimento alle aree di attività ancora chiuse, come cinema, ristoranti, teatri e musei. "Hanno diritto a riaprire le loro attività a un certo punto, se esiste la possibilità per farlo. E la possibilità c'è se c'è sempre più gente che è vaccinata. Perché se al ristorante o al cinema ci sono solo persone vaccinate, non possono mettersi in pericolo a vicenda".  Finora in Germania sono state vaccinate circa un milione di persone, cioè circa l'1% della popolazione. La maggioranza sono anziani o malati, personale medico e infermieri. Maas diventa così il primo ministro tedesco a dirsi favorevole a che i vaccinati vengano esentati da determinate restrizioni.

Da parte sua il ministro dell'Interno Horst Seehofer aveva ammonito in precedenza che la società subirà una divisione, se le restrizioni verranno rimosse per i vaccinati. Maas, che è stato ministro della Giustizia, ha espresso il suo disaccordo: "Sì, questo darà luogo a diseguaglianze in un periodo di transizione, ma, se c'è una ragione di fatto, è costituzionalmente giustificabile".

Ma il dibattito è comune a tutti i paesi europei. La Grecia ha lanciato l'idea - ripresa dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen - di un certificato di vaccinazione per rilanciare il turismo in Europa (nonostante l'ostilità dell'OMS). Un tema prematuro secondo il governo di Parigi ma non secondo i francesi.

Contro ogni previsione, i francesi - fino a pochi giorni fa in maggioranza scettici sul vaccino - sono prevalentemente favorevoli al varo di un "passaporto sanitario" che consenta di individuare chi è vaccinato contro il Covid-19. Stando a un sondaggio Ifop per Le Parisien, tra fine novembre e oggi la percentuale dei francesi disposti a farsi vaccinare si è impennata, dal 41% al 54%. Al tempo stesso, 6 persone interrogate su 10 si dicono favorevoli al rilascio di un documento per dimostrare l'acquisita immunità grazie a vaccino. E, in particolare, il certificato del vaccino effettuato - secondo il sondaggio - dovrebbe essere obbligatorio per chi vuole prendere l'aereo e recarsi all'estero (62%), per chi vuole recarsi a far visita a persone vulnerabili o anziani (60%) e per chi vuole utilizzare i trasporti pubblici (52%).

Sul tema del passaporto sanitario, il governo si dice invece "molto reticente" secondo quanto spiegato dal sottosegretario agli Affari europei, Clement Beaune, ai microfoni di France Info: "Se si parla di un documento che autorizza a viaggiare in Europa, credo sia molto prematuro". "E' un dibattito - ha continuato Beaune - che non ha senso e che, in un momento in cui ovunque sta ancora cominciando questa campagna di vaccinazione in Europa, sarebbe scioccante che ci ci fossero più diritti per alcuni che per altri. Non è la nostra concezione della protezione e dell'accesso ai vaccini".

Passaporto sanitario anche in Italia

E nel nostro Paese? Molti esercenti danneggiati dalle restrizioni hanno già proposto una sorta di Qr Code per accedere ai bar e ristoranti mentre il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva proposto una iniziativa regionale per fornire un attestato di vaccinazione Covid-19: una card che reca un chip che nelle intenzioni del presidente della regione potrà aprire le porte di una vita normale a tutti i vaccinati.

Una idea per ora lontana dall'essere realizzata e su cui incombono non solo i timori per i rallentamenti nella consegna dei vaccini, ma anche la paura che il coronavirus possa mutare in forme resistententi agli anticorpi come si teme sia già successo in Brasile

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