Patrica, impianto tratta-rifiuti: il 7 luglio la prima video-seduta della Conferenza dei servizi

Il Comune ciociaro, nonché la Provincia di Frosinone e le confinanti Ceccano, Ferentino, Morolo e Supino, potranno esprimersi sull'emissione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) per il controverso insediamento in zona Asi

Una vasca di trattamento di rifiuti liquidi

Per le 15.00 di martedì 7 luglio, dopo varie polemiche politiche e il “no” del Sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio e del comitato cittadino La Rinascita arrivato anche in audizione alla Pisana, la Direzione regionale “Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti” ha convocato la prima video-seduta della Conferenza dei servizi inerente al procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) di un controverso progetto: l’ormai nota realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti liquidi e solidi, pericolosi e non, nella località patricana Cese ricadente in zona Asi.

Tale Conferenza dei servizi, il cui avvio era stato fissato per lo scorso 12 marzo ma poi rinviato per via dell’emergenza Coronavirus, è finalizzata all’emissione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) – comprende il provvedimento di Via e tutti i titoli abilitativi – per un impianto privato che, su una superficie di 12.045 metri quadri compresa tra la linea ferroviaria Tav e il fiume  Sacco, tratterà potenzialmente 371.000 tonnellate annue di flussi in ingresso e altrettante in uscita.  

Lo stesso Comune di Patrica, oltre alla società proponente e i vari enti coinvolti (Ministero dell’ambiente, Regione Lazio, Soprintendenza Paesaggio, Arpa Lazio, Asl Frosinone, Autorità di bacino Appennino Meridionale, Consorzio Asi e Rete Ferroviaria Italiana), è stato convocato assieme alla Provincia di Frosinone e alle confinanti Ceccano, Ferentino, Morolo e Supino. Tutti potranno esprimere finalmente il proprio parere all’interno della stanza virtuale “ASS Urbanistica rifiuti casa” attivata per dare seguito ai procedimenti di Via.    

“Ciascun ente o amministrazione convocato alla riunione - si ricorda, infatti, nella missiva di convocazione firmata dalla competente Direttrice regionale Flaminia Tosini - è rappresentato da un unico soggetto abilitato ad esprimere definitivamente e in modo univoco e vincolante la posizione dell’amministrazione stessa su tutte le decisioni di competenza della conferenza, anche indicando le modifiche progettuali eventualmente necessarie ai fini dell’assenso”. Va sottolineato, però, che al di là delle posizioni politiche il variegato “fronte del no” pare ormai propenso a far “pesare” la Legge regionale 13/2019 (“Disciplina delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale”) nel cuore del Sin Valle del Sacco.

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Dalla Direzione regionale “Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti”, infine, ricordano altresì che “si considera acquisito l'assenso senza condizioni delle amministrazioni il cui rappresentante non abbia partecipato alle riunioni ovvero, pur partecipandovi, non abbia espresso ai sensi del comma 3 (dell’art. 14-ter della Legge n. 241/1990, “Procedimento amministrativo”, ndr) la propria posizione, ovvero abbia espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza”. La palla, dunque, passa anche ai Comuni interessati.         

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