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Peste suina, ecco il piano per abbattere i cinghiali. Oltre 4400 nella provincia di Frosinone

Va ricordato che nel testo approvato dalla Regione: “la presenza di cinghiali intorno a rifiuti costituisce un fattore di rischio per quanto riguarda la diffusione della PSA”

Dando seguito agli appelli delle settimane scorse dell'Assessore D'Amato la giunta Zingaretti, nelle ore scorse, ha firmato il piano regionale per il contenimento della peste suina africana. Raddoppia così il numero di cinghiali da abbattere, rispetto alle quote stabilite nel corso degli ultimi anni. Nella sola provincia di Frosinone saranno oltre 4400 gli ungulati che dovranno essere abbattuti.

Il piano per contenere la peste suina

La presenza degli ungulati, che nel Lazio sono stimati essere circa 75mila esemplari, sta per subire quindi una drastica riduzione. Una misura - come riporta romatoday.it - decisa per contenere la diffusione della peste suina africana, una malattia non trasmissibile all’uomo ma molto contagiosa tra i suini, nei confronti della quale non esistono ad oggi né cure né vaccini.

L'attenzione alla zona infetta

Il piano regionale di interventi urgenti ha effetti su tutta la superficie regionale, con l’esclusione delle zone infette che sono state definite dal commissario straordinario (una si trova a Roma, l’altra nel reatino) ed anche delle relative zone confinanti. Come specificato, infatti, uno degli obiettivi è quello di “limitare al massimo il disturbo ai cinghiali per non aumentarne la mobilità”. Il prelievo venatorio potrebbe infatti causare lo spostamento di esemplari già infetti, in aree che non sono ancora state raggiunte dal virus. Un fenomeno che si intende evitare.

Gli abbattimenti da raddoppiare

Per quanto riguarda l’attività venatoria, i dati regionali dimostrano che nella stagione 2021-2022 sono stati abbattuti circa 25mila esemplari. “Da questo dato è possibile stimare una popolazione plausibile di cinghiali di circa 75mila esemplari”. A fronte di questi numeri il piano “dispone di raddoppiare complessivamente la consistenza numerica degli abbattimenti previsti nei piani di selezione delle stagione 2021/2022”. Saranno quindi 50mila gli esemplari da abbattere, vale a dire due terzi di quelli presenti. Il piano, che ha durata triennale, indica anche come devono essere gestiti i capi abbattuti ed i soggetti coinvolti nel prelievo. Prevede inoltre che ogni anno venga predisposto un report di sintesi dei risultati ottenuti.

Abbattimenti ultima stagione venatoria-2

L'ordinanza del commissario sulla peste suina

Il documento approvato dalla giunta Zingaretti dispone che siano attivati interventi mirati “in presenza di cinghiali che presentano una innaturale confidenza e scarso timore per l’uomo, atteggiamenti connessi ad azioni di foraggiamento artificiale, accesso a fonti di cibo di origine antropica, quali i rifiuti”. A tal riguardo viene infatti ricordato che “la presenza di cinghiali intorno a rifiuti o ad aree di alimentazione artificiale costituisce un fattore di rischio per quanto riguarda la diffusione della PSA”.

I casi positivi

Al momento, stando ai dati riferiti dall'assessorato alla sanità del Lazio, i cssi positivi sono 32 di cui 5 sono stati riscontrati nella giornata del 13 giugno dall'Istituto zooprofilattico. Si tratta di animali presenti nella zona perimetrata. La delibera, come aveva annunciato l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato prevede di "rispettare l’impegno indicato dal Prefetto di Roma nelle linee di indirizzo ed in particolare nelle aree naturali protette regionali deve esser raggiunto il target minimo di 200 prelievi di selezione in 30 giorni e lo stesso obiettivo al di fuori delle aree protette regionali".

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