Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Attualità

Piglio, annullata per la seconda volta la sagra dell’uva a causa della pandemia

Secondo stop di fila per l’evento che negli ultimi 46 anni è riuscito ad attirare nel nord della Ciociaria fiumi di turisti

Da 46 anni a Piglio (Frosinone) in questo periodo con cadenza annuale si svolgeva la “sagra dell’uva”, che era diventata ormai il punto di riferimento per tutti gli amanti del vino e non solo.

Nel corso delle varie edizioni i turisti hanno potuto scoprire il grande patrimonio artistico, paesaggistico e monumentale del nostro paese, dando ampio spazio anche alle tradizioni, alla gente, ai prodotti e ai sapori tipici accompagnati dal rinomato Cesanese del Piglio, 1ª DOCG del Lazio, un vino millenario, che è di certo il più famoso, tipico e legato al suo territorio già amato dall'imperatore romano Nerva che, secondo la tradizione, colpito dal paesaggio e dalla qualità del vino, volle costruire qui una delle sue residenze estive, i cui resti sono ancora visibili.

“Anche Federico II di Svevia e i pontefici anagnini Innocenzo III e Bonifacio VII accompagnavano  le loro pietanze con il Cesanese del Piglio.  Il merito di tanto successo è dovuto – ci spiega lo storico e scrittore locale Giorgio Alessandro Pacetti - come descritto dal prof. Ottaviano Bottini nel suo libro “Il Cesanese del Piglio” 1942-XX, al terreno d’origine vulcanica e collinare – la cui pendenza impedisce eventuali ristagni d’acqua e permette una buona esposizione dei filari al sole – dando a questa zona ottime potenzialità enologiche, grazie anche a primavere fresche, estati molto calde, piogge non troppo abbondanti e venti scarsi. Ritornando alla sagra dell’uva, nata nel 1972, dopo 4 lustri venne nel 1992 improvvisamente cancellata dalla giunta comunale di allora per mancanza di fondi e al suo posto i bontemponi di Piglio organizzarono un funerale rimasto storico con tanti di manifesti listati a lutto”.

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