Piglio, un libro per ricordare una giovane vita terminata in modo violento

Felli: “Coinvolgente e molto significativa la storia di Federica”

La storia di Federica Mangiapelo, che è stata uccisa, a soli 16 anni, ha accresciuto il numero  delle tante donne che hanno perso la vita per mano di un uomo. Donne uccise, violentate, maltrattate, sottomesse, spesso proprio da chi è chiamato a proteggerle, il marito, il compagno, il fidanzato, un fenomeno diffuso in tutte le società e in tutte le culture al quale però, grazie anche ad iniziative di sensibilizzazione come quella di sabato scorso a Piglio, si cerca di porre la parola fine.

Il pubblico

Davanti ad un pubblico attento e coinvolto, è stato presentato il libro “Federica, la ragazza del lago” scritto da Massimo Mangiapelo, presente all’incontro insieme al fratello Luigi (papà di Federica), al Sindaco di Piglio Mario Felli, all’avv. Francesca Arpino, alla psicologa  Michela Sevi del centro antiviolenza “Fammi Rinascere” , ed alla dott.ssa Deborah Cuneo che ha coordinato i lavori. L’iniziativa è stata curata dal Comune di Piglio, nell’ambito di una serie d’iniziative volute fortemente dal Primo Cittadino per sensibilizzare l’opinione pubblica contro la piaga del femminicidio. 

Le parole del sindaco

“Parliamo di Federica –ha sottolineato il Sindaco Felli-ed attraverso la sua storia parliamo indirettamente di tante altre donne violate, è un tema che va costantemente affrontato e sensibilizzato, per vincere la paura di tante donne nel dire basta. Non si può essere indifferenti, perché siamo tutti indirettamente o direttamente coinvolti in questa drammaticità, come genitori, docenti, amici e se notiamo comportamenti o altri situazioni particolari dobbiamo parlare per aiutare”.I relatori ciascuno nel suo ambito,  hanno ripercorso la vita di Federica, una ragazza bella, solare, appassionata come lo sono i giovani a 16 anni, fino all’incontro con quel fidanzato possessivo e geloso che le impediva di uscire con le amiche e che le scrisse, come in un tragico epitaffio, “sarai mia per sempre”.

La storia di Federica

Perché Federica se l’è portata via proprio la persona che diceva di amarla. Quella di Federica è stata una morte assurda ma non può essere una morte vana ed è per questo che zio Massimo e papà Luigi hanno voluto iniziare a girare ogni parte d’Italia per incontrare i giovani e soprattutto le ragazze, coetanee di Federica, per metterle in guardia dai pericoli in cui possono incorrere e che a volte possono costare loro anche la vita. Nel libro si alterna la fase della  descrizione dei fatti a quella delle emozioni, riportate in corsivo, emozioni che Massimo e Luigi hanno cercato di trasmettere ai presenti perché a nessuno possa accadere quello che è successo a Federica. Il coinvolgimento del pubblico è stato attivo, con un dialogo aperto, e la proposta costruttiva di ripetere la presentazione dell’opera dinnanzi alle classi terze medie di Piglio e di Trevi Nel Lazio.

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