Fornitura e uso delle mascherine negli uffici postali, De Bellis attacca le 'istruzioni' di Poste Italiane

Dispositivi conservati in un semplice foglio pinzonato e indossati per più giorni dai lavorativi: è questa la nuova linea dettata per garantire la sicurezza dei suoi dipendenti

Mascherine conservate in un semplice foglio pinzonato e indossate per più giorni dai lavorativi: è questa la nuova linea dettata da Poste italiane, per garantire la sicurezza dei suoi dipendenti, che ha fatto levare gli scudi della Confsal Comunicazioni. Il sindacato di categoria, a poco più di un mese dall'ultimo allarme, è costretto a tornare di nuovo sul problema della fornitura e dell'uso dei dispositivi di protezione individuale. Nello specifico, come fa sapere il segretario provinciale Franco De Bellis, la società avrebbe fornito ai propri dipendenti delle mascherine modello “FFP2/NK95/KN95 o equivalenti” accompagnate da un’informativa che affermerebbe che "tali mascherine sono utilizzabili per un tempo cautelativamente stabilito di 3 giorni e le stesse devono essere sostituite, comunque,  ogni qualvolta venga riscontrata un’alta resistenza respiratoria". Inoltre, nell’ultima comunicazione organizzativa interna pubblicata, la loro conservazione e smaltimento porrebbero seri dubbi sull'osservanza di linee guida e protocolli dettati dal Governo per scongiurare i rischi di una contaminazione al coronavirus.

Le istruzioni fornite ai dipendenti

Come si legge nella stessa, quando non la si indossa, l'azienda prescrive di “riporre la maschera in un foglio pulito A4, con su scritto il proprio nome, piegato e fermato con due soli punti metallici per favorire la circolazione dell’aria; gettare la maschera ed il suo foglio contenitore nel cestino dei rifiuti se è giunta al termine del suo periodo d’uso“. "Non viene specificato dove riporre le mascherine - rileva De Bellis - in quale alloggiamento a tenuta di virus e, se e come, sanificarle. Una disposizione singolare da applicare su mascherine che, alla luce di quanto emerso, devono essere invece consideratie monouso. Peraltro, il protocollo condiviso del 24 aprile scorso rimanda all’obbligo di indossare la mascherina, oltre a guanti e quant'altro ritenuto necessario, qualora nell’ambiente di lavoro non sia “garantita” la distanza minima di un metro tra i singoli operatori; oltre alle puntuali e costanti sanificazioni ambientali necessarie. 

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Fornitura delle mascherine puntuale e obbligatoria

È noto a tutti che all’interno di numerosi Uffici Postali della provincia non è possibile garantire tale distanziamento: è infatti sufficiente che l’operatore si alzi dalla postazione, per reperire la documentazione necessaria, per trovarsi a distanze nettamente inferiori dai colleghi. Pertanto, l’ausilio della mascherina non può costituire un’opzione bensì un obbligo di legge. Abbiamo, dunque, ritenuto indispensabile inviare una nota ai vertici di Poste italiane affinché la fornitura dei dpi sia puntuale e costante, si provveda alla sostituzione delle mascherine secondo le scadenze indicate dal fornitore e, infine, che la stessa azienda vigili e faccia rispettare le norme in vigore in ambito di sicurezza sul lavoro o, in alternativa, si renda responsabile di specificare le “garanzie” messe in campo al riguardo".

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