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Il Procuratore Guerriero lascia Frosinone e presenta il suo ultimo libro

Presente anche il Ministro dell’Interno, S.E. Matteo Piantedosi

Venerdì prossimo, 10 maggio 2024, alle ore 10, nel rinnovato Teatro Vittoria di via Giovanni Amendola a Frosinone, il Procuratore della Repubblica, Antonio R.L. Guerriero, presenterà la sua ultima produzione letteraria dal titolo ‘Il sapore dell’ingiustizia – Indagini su mafia, terrorismo e corruzione nell’esperienza di un P.M.’.
L’evento è organizzato dal Comune di Frosinone nella persona del sindaco Riccardo Mastrangeli. Un parterre di illustri relatori interverrà per commentare e portare il loro contributo, anticipati da un nutrito elenco di saluti, tra cui quello del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Frosinone, avv. Vincenzo Galassi. Le conclusioni saranno affidate al Ministro dell’Interno, S.E. Matteo Piantedosi, che tornerà a Frosinone per salutare il procuratore Guerriero. Per lui, infatti, ultimo giorno in servizio presso la Procura di Frosinone, prima del meritato pensionamento.

Una vita spesa nel tentativo di non provare il sapore amaro dell’ingiustizia, il viaggio nel mondo della giustizia di un Pm che ha messo a rischio la propria vita e quella della sua famiglia in nome della stessa giustizia e della verità. Dagli incontri con Falcone a quelli con valorosi magistrati napoletani, dalle dichiarazioni del detenuto Pasquale Barra all’agguato al Procuratore Gagliardi: il volume è un lascito per ricordare alle nuove generazioni l’impegno di tanti magistrati, alcuni uccisi, per aver contrastato mafie, terrorismo e corruzione.

È la testimonianza del dolore delle vittime dei reati e della giustizia vicina a chi soffre. È la lotta per non permettere che il forte prevalga sul debole, il violento sul fragile, il furbo sull’ingenuo, il potente sull’indifeso. È la storia di generazioni di magistrati che hanno dovuto affrontare tre enormi problemi che incidono in misura rilevante sul tessuto sociale ed economico e sull’intero sistema democratico: le mafie che controllano in modo penetrante vaste aree del Paese; il terrorismo con il suo piano eversivo che ha ucciso tanti servitori dello Stato e una diffusa corruzione. La Costituzione non fu più vista come qualcosa di astratto ma ai suoi principi venne attribuita una funzione precettiva, per rendere più efficiente ed efficace l’organizzazione degli uffici giudiziari e valorizzare l’autonomia e l’indipendenza come presupposto per arginare gli abusi del potere. I magistrati iniziarono così ad interpretare le leggi in una dimensione “costituzionalmente orientata” per attuare una giustizia vicina ai cittadini dalla tutela dell’ambiente a quella delle fasce deboli.


Ne ‘Il sapore dell’ingiustizia’, il procuratore Guerriero descrive le esperienze maturate in 44 anni di indagini presso le Procure di Foggia, Avellino e presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli; nonché il suo incarico come Procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, Teramo e Frosinone.
Si descrivono numerose indagini sulle maggiori organizzazioni mafiose e terroristiche, su importanti centri di potere collusi con la criminalità, su efferati omicidi, vasti traffici di sostanze stupefacenti ed altri eclatanti delitti commessi in Puglia, Campania, Abruzzo e Lazio. Allo stesso tempo racconta le difficoltà incontrate per individuare i responsabili in territori controllati dalla criminalità e tutelare le vittime da gravi soprusi e prepotenze. È grazie al sacrificio di 28 magistrati e di tanti altri servitori dello Stato vittime della mafia che è stato possibile impedire che rilevanti fenomeni criminosi e centri di potere illegali prendessero il sopravvento incidendo sull’intero sistema democratico.

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