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Domenica, 26 Maggio 2024
Reindustrializzazione

Parte il progetto di mappatura, recupero e valorizzazione dei siti industriali dismessi del Lazio

Il Consorzio industriale ha incaricato il Cer di censire le aree produttive dismesse da mettere sul mercato a condizioni agevolate tramite la legge 488 del 1998, applicata per la prima volta in Ciociaria con il progetto pilota dell’ex Videocon di Anagni

Il Consorzio industriale del Lazio lancia il progetto di mappatura e recupero dei siti industriali dismessi. Ha dato mandato al Centro Europa ricerche (Cer) di censire le aree produttive abbandonate, sulle quali gli imprenditori potranno investire a condizioni agevolate. Ad assicurarle la legge numero 488 del 1998, applicata per la prima volta nel 2018 in provincia di Frosinone: per il progetto pilota dell’ex Videocon di Anagni.

“Riportiamo la luce dove c’era il buio”, accentua il presidente ciociaro del Consorzio Francesco De Angelis, facendo presente che l’articolo 63 di quella legge consente “ai consorzi industriali di riacquisire aree già destinatarie di agevolazione pubblica, per poterle poi offrire sul mercato a condizioni particolarmente vantaggiose, scontando dal costo dell’investimento l’ammontare degli incentivi ricevuti in passato”.

Mappatura e recupero dei siti industriali dismessi

La mappatura dei siti industriali dismessi sarà alla base di un progetto che favorisca il sostegno alla competitività attraverso il loro recupero e successiva valorizzazione. Il Cer procederà così alla ricognizione dei numerosi siti dismessi.

Il lavoro sarà articolato e si partirà con il censimento dei siti esistenti, incrociando le informazioni del Mise e quelle contenute nel Registro imprese della Camera di Commercio. Si procederà quindi con la realizzazione delle schede tecniche dei siti individuati con una verifica catastale e successivamente con la realizzazione di una mappatura complessiva.

I siti oggetto di indagine verranno classificati sulla base dell’immediata disponibilità degli stessi, distinguendo tra quelli subito riutilizzabili in termini edili, giuridici e ambientali, e quelli invece che necessitano di preliminari attività di recupero e messa in sicurezza.

Infine si procederà con la progettazione di una piattaforma informatica appositamente predisposta che fungerà da vero e proprio “Atlante” delle aree in disuso, particolarmente utile per chi vorrà investire.

De Angelis: “Un ritorno alla produzione e all’occupazione”

“Non è un segreto come i siti industriali dismessi costituiscano un serio problema dal punto di vista ambientale e di decoro del territorio - dichiara il presidente De Angelis - Intanto perché l’abbandono di aree produttive, soprattutto se dedicate ad alcune particolari attività, lascia in eredità fenomeni di contaminazione pericolosi per l’ambiente; in secondo luogo perché la presenza di capannoni abbandonati costituisce un pesante danno in termini paesaggistici”.

“La ratio che ha guidato il progetto di recupero parte esattamente da qui, considerando che una delle mission del Consorzio è proprio questa - va avanti - e che un intervento sistematico di messa in sicurezza, di recupero e di valorizzazione dei siti abbandonati, oltre che auspicabile sotto il profilo ambientale, rappresenta al contempo un’occasione di rilancio per l’economia del territorio”.

“Le aree industriali dismesse - sottolinea in conclusione - potrebbero infatti essere riutilizzate dalle nuove realtà imprenditoriali che si affacciano sul mercato o da quelle che hanno necessità di ampliare la sede esistente. Un ritorno alla produzione e all’occupazione".

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