Qualità della vita, Frosinone risale qualche posizione ma la situazione non è per nulla rosea

Nella classifica annuale stilata grazie allo studio fatto dal dipartimento di statistiche economiche de “la Sapienza”, il capoluogo ciociaro passa dall’86° al 83° posto subito sotto alla confinante Latina

E’ stata pubblicata in questi giorni dal quotidiano economico Italia Oggi l’annuale report o meglio classifica sulla qualità delle vita dei 110 capoluoghi di provincia di tutta la penisola. In vetta a questa graduatoria stilata grazie allo studio che ogni anno fa il dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma dal 1999, come quasi sempre avviene spiccano le città del nord-est con Bolzano che si riprende la vetta superando Trento e Belluno. In questi studi vengono presi in considerazione diversi aspetti della vita quotidiana come gli affari ed il lavoro, l’ambiente, il disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, il sistema salute, il tempo libero ed il tenore della vita ed alla fine viene fuori la classifica finale.

La lenta ascesa di Frosinone

La città di Frosinone del sindaco Nicola Ottaviani sale dal 87° al 83° posto passando dall’ultimo gruppo il IV al III subito sotto alla confinante Latina scesa dal  76° al 81° posto ma sopra a città importanti del sud e del centro coma Lecce, Taranto, Pescara, Napoli e Trapani che chiude la classifica al 110° posto. Il capoluogo ciociaro è inserito in una macro area che abbraccia le regione del Lazio, della Campania e parti della puglia dove la qualità della vita è scarsa e più si va giù e più si fa difficile con la sola eccezione della Basilicata dove la qualità della vita è accettabile.

Le note dolenti

Il settore dell’ampia ricerca dove il frusinate sprofonda al fondo della classifica è quello della produttività e del lavoro, situazione creata dalla chiusura negli ultimi anni delle grande aziende nell’area industriale tra Anagni e Frosinone, dove si piazza al 107° posto davanti solo a Palermo, Napoli e Crotone. Scendendo addirittura nell’ultima posizione se si prende in considerazione l’importo medio dei protesti per abitante. Situazione molto difficile anche per quel che riguarda l’ambiente per le note vicende dell’inquinamento del fiume sacco e dei valori molto elevati di PM10 (proprio ieri c’è stata la seconda giornata ecologica) che portano Frosinone alla 108à posizione anche se nella sotto sezione dedicata alle aree verdi nel capoluogo Frosinone sale oltre la metà della classifica arrivando al 48° posto.

Le buone notizie

Dove le cose vanno molto meglio è nella classifica della criminalità diffusa qui la città di Frosinone si piazza al 22° posto ed insieme ad altre 5 province dell’Italia Centrale come Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro e Urbino con Rieti nel Lazio dove la situazione è accettabile ed arriva al 12° posto nella sotto sezione dedicata alla violenza sulle donne per 100 mila abitanti. Qualche posizione la guadagna anche per quanto riguarda il disagio sociale arrivando al 74°. Per quanto riguarda la densità della popolazione Frosinone vola al 36° posto nel gruppo dove la situazione è accettabile, mentre riscende al 71° sella sezione dei servizi finanziari e poco più su per il sistema salute con la 67° posizione mentre per quella del tempo libero è al 76° e per il tenore di vita sale nella seconda fascia al 56° posto sopra a città del nord come Venezia e Trento.

(Foto tratta dal Italia Oggi)

Simeone (FI): “Latina e il Lazio fanalino di coda in Italia. Salute, produttività e occupazionesono chimere grazie a Zingaretti”

Il Lazio delle meraviglie tanto sbandierato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si scontra contro il muro dei dati contenuti nella classifica annuale sulla 'Qualità della vita' nelle 110 province italiane pubblicati dal quotidiano ItaliaOggi - ha dichiarato Pino Simeone di Forza Italia - L’indagine, curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma con il supporto di Cattolica Assicurazioni, mostra un quadro generale del Lazio a dir poco sconfortante in tutti i parametri presi in considerazione quali affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Nella classifica generale la situazione che emerge è allarmante. Tutte le province del Lazio, fatta eccezione per Roma che rispetto al 2016 rosicchia qualche posizione attestandosi comunque al 67esimo posto in Italia e Frosinone che passa dalll’87esimo all’83esimo, si collocano nelle posizioni di coda tanto che Rieti perde dieci posizioni passando dal 46esimo posto del 2016 al 56esimo del 2017, Viterbo passa dal 63eimo al 64esimo e Latina dal 76esimo all’81esimo. Questo significa che le politiche messe in atto, da chi governa questa Regione, in tutti i settori chiave per il rilancio dell’economia non hanno prodotto alcun effetto positivo ed anzi, hanno peggiorato la situazione. Al di là dell’apparente stabilità del risultato, infatti, è evidente una sostanziale battuta di arresto in tutte le province del territorio rispetto al 2016, a indicare che i deboli segnali di ripresa che iniziano a manifestarsi nel sistema economico italiano non si sono tradotti nel Lazio in un innalzamento degli standard qualitativi della vita dei cittadini. Per fare, un esempio, prendendo in considerazione i parametri relativi ad occupazione e produttività, le province del Lazio sono tutte collocate nel basso della classifica con Roma al 65esimo posto, Viterbo al 73esimo, Rieti al 76esimo, Latina all’ 83esimo posto, e Frosinone al 107esimo posto. Si tocca letteralmente il fondo quando si arriva al capitolo dedicato alla sanità in cui, tolta Roma che comunque conta la maggior concentrazione di servizi e strutture e che perde un posto rispetto all’anno precedente, le altre province del Lazio si attestano: Frosinone al 67esimo posto, Rieti all’87esimo, Viterbo al 92esimo e Latina al 109esimo posto. La provincia pontina nel sistema salute è penultima in Italia seguita solo da Agrigento. In questo territorio, come sottolineiamo purtroppo inascoltati da quasi cinque anni, la sanità, in termini di erogazione delle prestazioni, liste di attesa, stato delle strutture ospedaliere, efficacia ed efficienza dei servizi, non è altro che una chimera. Latina, infatti, analizzando alcuni dei singoli parametri presi in esame, è al 107esimo posto per sottodimensionamento del personale medico ed infermieristico, per numero dei posti letto nei reparti specialistici, in ostetricia e ginecologia e in rianimazione e terapia intensiva per 1000 abitanti ed arriva al 104esimo posto per numero posti letto in cardiologia, cardiochirurgia e unità coronariche per 1.000 abitanti. In questi numeri si misura la percezione che i cittadini hanno della sanità e che Zingaretti continua, volutamente, ad ignorare. Il Lazio e la provincia di Latina stanno morendo di inerzia. I cittadini sono esasperati e senza azioni incisive e concrete la fase di ripresa in ogni settore rischia di essere non solo difficile ma impossibile. Zingaretti, che continua a sottrarsi alle proprie responsabilità e a non vedere quale sia la realtà, legga almeno attentamente questi risultati e prenda atto del suo fallimento”.

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