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Certificato vaccinale nel Lazio, tutte le informazioni e a cosa serve il passaporto sanitario

Il passaporto vaccinale è destinato ad avere effetti sulla ripresa del turismo e l'economia (teatri, cinema e locali)

Il Lazio dal 20 marzo ha messo a disposizione di tutti quelli che hanno ricevuto la doppia dose di vaccino anti Covid (che sia Pfizer, Moderna o AstraZeneca, ora Vaxzevria), un certificato digitale quello che, secondo molti, potrà essere usato come un vero e proprio passaporto vaccinale, una sorta di lasciapassare che si potrà utilizzare per accedere eventi, locali, ma ma anche per viaggiare. Non sarà obbligatorio, ma - con ogni probabilità - chi lo avrà potrà godere di più servizi. 

Come funziona il certificato vaccinale nel Lazio

La Regione Lazio ha annunciato - come riporta romatoday.it - che l'anagrafe vaccinale rilascerà un fascicolo sanitario elettronico per ogni assistito che ha completato il ciclo vaccinale. L'attestato sarà dotato di sigillo digitale della Regione Lazio dove saranno riportati i dati anagrafici, la data di prima e seconda somministrazione, il tipo di vaccino somministrato, il codice aic e il lotto di produzione.

L'attestato sarà dotato di un qr code per verificarne l'autenticità attraverso l'app Salute Lazio, dove si potrà vedere l'avvenuta certificazione. Come spiegato già ad inizio marzo, sarà un certificato in doppia lingua, scaricabile dal proprio fascicolo sanitario.  

Cosa ci sarà nel certificato vaccinale nel Lazio

Tutte le informazioni sono sul sito di Salute Lazio: salutelazio.it/fascicolo-sanitario-elettronico1. Secondo le note esplicative, il documento definito come Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è una risorsa conservata in "un archivio digitale", raccoglie la "storia clinica" di un utente rendendo disponibili le informazioni e i documenti prodotti dal Sistema Sanitario Nazionale da medici e operatori sanitari anche di strutture diverse (ASL, Aziende Ospedaliere, medici di famiglia e pediatri, ecc.) e da strutture sanitarie private. Sarà così possibile accedere anche a referti, dimissioni, verbali di pronto soccorso, prescrizioni e tutta la storia clinica di ognuno.

Nel caso del vaccino anti Covid, il sistema AVR (anagrafe vaccinale regionale) del Lazio rilascerà quindi il fascicolo sanitario elettronico (FSE), dove saranno riportati i dati anagrafici, la data di prima e seconda somministrazione, il tipo di vaccino somministrato, il codice AIC e il lotto di produzione. Ancora da capire quale sarà l'utilizzo.  

Cosa puoi trovare nel fascicolo

Il fascicolo, normato dal D. P. C. M. n° 178 del 2015, a partire dal 19 maggio 2020, è alimentato, in maniera continuativa e tempestiva dai soggetti e dagli esercenti le professioni sanitarie, anche privati, che ti prendono in cura, con i dati degli eventi clinici relativi all'assistenza sanitaria da te ricevuta: attestazioni vaccinali anti-COVID-19, promemoria di prenotazione visite, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissioni ospedaliere, profilo sanitario sintetico, consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti, prescrizioni farmaceutiche, piani diagnostico-terapeutici. Puoi, inoltre, arricchire il tuo fascicolo inserendo dati nel tuo taccuino.

Attestazioni vaccinali anti-COVID-19

A partire dal 20/03/2021 sarà possibile recuperare nel FSE le attestazioni rilasciate al termine del ciclo vaccinale previsto per l'immunizzazione COVID-19. Tutte le vaccinazioni anti-COVID-19 antecedenti alla data del 16/03/2021 incluso saranno trasmesse al FSE dell'assistito progressivamente comunque entro il 15/04/2021. Tutte le vaccinazioni anti-COVID-19 registrate su AVR a partire dalla data del 17/03/2021 saranno oggetto di trasmissione al FSE dell'assistito decorse 48 (quarantotto) ore dalla data di somministrazione.

Il Taccuino

Il servizio consente di caricare documenti clinici, annotare giorno per giorno su un taccuino digitale le misurazioni di parametri di monitoraggio (come ad esempio: pressione, glicemia, colesterolo, ecc.), inserire note sul tuo stato di salute e stile di vita. In tale sezione, l'utente potrà inserire in particolare anche gli eventuali documenti sanitari generati da eventi clinici riferiti alle prestazioni erogate al di fuori del SSN prima del 18 maggio 2020. Si potrà, inoltre, visualizzare in forma di grafici di sintesi le rilevazioni numeriche ed esportare i dati inseriti. Come per gli altri documenti, si potrà infine decidere se rendere visibili i dati del taccuino anche al tuo medico curante.

Consentire la consultazione del Fascicolo Sanitario è una scelta

Sulla base della normativa vigente, a partire dal 19 maggio 2020, il FSE si alimenterà automaticamente con i dati delle prestazioni erogate, ma sarà consultabile solo da Te. Per rispettare la privacy e in conformità alla normativa vigente, l'utente potrà decidere quali dati rendere visibili e chi è autorizzato a consultarli. Per approfondire vedi l'Informativa per il trattamento dei dati personali.

Come consultare il FSE

Se l'utente è in possesso di una Tessera Sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, di una carta d'identità elettronica italiana (CIE) o di un'utenza SPID, si può accedere tramite il link al servizio del portale www.salutelazio.it ed esprimere i consensi alla consultazione del tuo fascicolo direttamente on-line. Se non si ha una Tessera Sanitaria con chip (TS-CNS) abilitata, l'utente può recarsi presso uno dei Punti Territoriali di Accesso (PTA) presso il suo distretto sanitario ed abilitare la carta. Nel momento dell'attivazione si potrà anche richiedere l'attivazione del tuo fascicolo. Se non si ha un'utenza SPID, si può rivolgerti ai Provider oggi abilitati.

A cosa servirà il passaporto vaccinale europeo?

Ad oggi in tutte le Regioni italiane i vaccinati sono soggetti alle stesse restrizioni dei non vaccinati. Del resto, il ministro della Salute Speranza ha sottolineato già più volte che sul passaporto l'Italia seguirà l'Ue e che, ha ribadito qualche giorno fa, "il 'Green Pass' (così verrà definito in Europa) europeo connesso alle vaccinazioni è la strada giusta per ricominciare a viaggiare in sicurezza".

Che cosa prevede allora il "green pass" europeo? Thierry Breton, commissario Ue al mercato interno e capo della task force sui vaccini, ha spiegato che il "certificato" a livello europeo sarà sia in formato cartaceo che digitale, e indicherà "il tipo di vaccino ricevuto", "se sei stato portatore della malattia" e "se si hanno gli anticorpi". Inoltre sarà dotato di codice Qr, come quello che viene consegnato ai cittadini del Lazio.

A cosa servirà? Il certificato, che non sarà obbligatorio, potrebbe essere richiesto per prendere un aereo, partecipare a un "evento importante" o entrare in un luogo pubblico. Chi lo riceverà dunque potrà viaggiare con maggiore facilità e partecipare ad eventi che sono preclusi a chi non ha fatto il vaccino. Così almeno suggeriscono le parole di Breton. Ma ovviamente l'Ue non potrà decidere al posto dei singoli Stati quali restrizioni imporre a chi non è stato vaccinato e se prevedere o meno un doppio binario. 

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