Rifiuti, “a che punto è il piano post mortem della discarica di Colleferro”

Questa la domanda che pongono gli esponenti del movimento alla Regione Lazio tramite una nota ufficiale

Solamente qualche giorno fa abbiamo affrontato, ancora una volta, il tema della discarica di Colle Fagiolara, della sua chiusura e dello spostamento dei tralicci che sta per essere completato. Lo abbiamo fatto con un intervista chiarificatrice con il Sindaco Sanna e l’assessore Calamita. Se da una parte c’è la volontà dell’amministrazione di chiudere questo capitolo una volta per tutte nel 2019, dall’altra a livello regionale ancora non si conosce il piano dei rifiuti e resta sempre il problema dei rifiuti della capitale.

Sull’argomento discarica e rifiuti in generale sono tornati anche con una nota alla stampa gli esponenti del movimento Rifiutiamoli: “Per sopperire ad una evidente carenza di valutazione dell’Amministrazione Regionale, il Movimento Rifiutiamoli è andato a fondo su tutte le problematiche e le particolarità della discarica e, con un atto ufficiale, ha presentato alla Regione Lazio una formale diffida ad adempiere ad atti amministrativi e Leggi nazionali. La discarica di Colle Fagiolara a Colleferro torna sempre agli onori della cronaca quando si tratta di coprire le emergenze sullo smaltimento dei rifiuti regionale.

Gli atti

La Regione Lazio era stata condannata ad individuare la rete integrata ed adeguata di impianti in ambito regionale tra cui le discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali del trattamento dei rifiuti urbani, (cit. sentenza TAR Lazio, sezione Prima Ter, n. 4524 del 24/4/2018). In esecuzione di tale sentenza la Regione, con la Determinazione N. G07509 del 11/06/2018, mette in primo piano Colle Fagiolara insieme alla discarica di Fosso Crepacuore a Civitavecchia.

Valutazioni troppo semplicistiche

La politica amministrativa, in questo caso, sembra tenere conto solamente di valutazioni all’apparenza semplicistiche ed esteriori, del tipo: “mi dicono che li c’è una buca da riempire, quindi la riempio con la monnezza di Roma e risolvo il problema”, non della situazione socio-sanitaria o della storia del sito, il quale è attivo dal 1997, e neppure dell’ottemperanza legislativa, fattore non di poco conto. Per sopperire ad una evidente carenza di valutazione dell’Amministrazione Regionale, il Movimento Rifiutiamoli è andato a fondo su tutte le problematiche e le particolarità della discarica e, con un atto ufficiale, ha presentato alla Regione Lazio una formale diffida ad adempiere ad atti amministrativi e Leggi nazionali”.

Il documento inviato in Regione

“Il documento – proseguono gli esponenti di Rifiutiamoli - è stato inviato il giorno 14 agosto 2018 agli assessorati regionali Ambiente e Bilancio nonché alle rispettive Commissioni, all’area Ciclo Integrato dei Rifiuti, al Comune di Colleferro, per conoscenza all’Arpa Lazio. Il Movimento Rifiutiamoli richiede che in seguito alle intenzioni manifestate dopo lo spostamento dell’elettrodotto gravante sulla discarica, e prima di abbancare residuo secco prodotto dagli impianti TMB, vengano rispettati gli atti della Regione Lazio e prodotti tutti gli atti che portino alla sua chiusura definitiva il 31 dicembre 2019, come già dichiarato da più parti, per cui si richiede in particolare il Piano attualizzato del post-mortem con riferimento alla chiusura della discarica del 31 dicembre 2019. I punti presi in esame sono di diversa natura, da quelli strutturali più complessi e mai rispettati a quelli economici, dalla semplice rispondenza a delibere regionali pregresse a passaggi necessari per far sì che si allontani definitivamente anche l’opportunità di nominarla nelle ricorrenti proposte emergenziali.

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La richiesta di coinvolgimento dei sindaci

Chiediamo al Comune di Colleferro di farsi portavoce dell’istanza, con il coinvolgimento diretto del “Tavolo dei Sindaci per l’Ambiente” e degli altri Comuni della Valle del Sacco. Noi continueremo a seguire la vicenda, dando seguito alla nostra diffida presso le sedi opportune”. 

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