Rocca d'Arce, dalla Regione un secondo altolà sulla procedura di selezione del farmacista

Il Comune continua ad andare per la sua strada e nomina la commissione che valuterà le domande dei candidati, ma dalla Regione viene ribadito il parere negativo

Continua a tenere banco la questione legata all’individuazione di un farmacista per l’apertura provvisoria della sede farmaceutica del Comune di Rocca d’Arce. Non è bastato il primo No della Regione Lazio a far riconsiderare la procedura avviata per la selezione della figura professionale. Dalla direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria, nel mese di febbraio, era arrivato un primo altolà in merito all’avviso pubblicato dal Comune per la ricerca del nuovo farmacista che tra i requisiti includeva anche la disponibilità dei locali, a discapito della maggior parte dei professionisti che avrebbero potuto presentare la propria candidatura.

Il primo altolà

"I documenti pubblicati all'Albo pretorio dell'ente - si leggeva nella lettera inviata dalla Regione a sindaco e Ordine dei farmacisti - sono a tutti gli effetti contra legem perché violano le norme di procedure concorsuali (...) Al fine di evitare di incorrere in sanzioni penali, civili ed amministrative, si invita ad adottare immeditamente gli opportuni atti di revoca della delibera di Giunta comunale, della determinazione di approvazione dell'Avviso e dell'Avviso pubblico stesso“.

Parere legale e commissione di valutazione

Il Comune nel frattempo si era mosso chiedendo il parere legale fornito dallo studio dell’avvocato Antonia De Lisio, che al contrario ha riconosciuto la legittimità della procedura specificando che si trattava di una semplice selezione per l’affidamento e non di un concorso. Da qui l’ente comunale ha proseguito per la sua strada dando il via alla formazione di una commissione, composta da tre membri, a cui è stato affidato il compito di valutare le domande pervenute.

Bando di concorso o selezione?

Ma la Regione, qualche giorno fa, è tornata nuovamente ad esprimersi in merito con un ulteriore stop a procedere inviando una seconda missiva indirizzata al sindaco di Rocca d'Arce, alla Asl e all’Ordine dei farmacisti. La dottoressa Lorella Lombardozzi, dirigente del servizio farmaceutico regionale, ha infatti ribadito la reale natura della procedura adottata che corrisponde ad un vero bando concorsuale a titoli che non rientra nelle prerogative del Comune bensì della Regione stessa, smentendo altresì il parere fornito dal legale.

La pronuncia del Consiglio di Stato

Nella lettera della dirigente si fa riferimento alla pronuncia del Consiglio di Stato che ha affermato “che la procedura di selezione ha caratteristiche diverse da quelle del concorso pubblico. Non si tratta di una scelta fra candidati sulla base di titoli posseduti e prove uniformate che ne indaghino preparazione e capacità, ma piuttosto di una valutazione dei vari profili professionali al fine di selezionare fra varie figure quella che meglio si adatta all'incarico in palio. Non viene infatti redatta alcuna gradutatoria al termine della selezione". “L’iter che si sta svolgendo, nella sostanza, - si legge nero su bianco a margine della lettera - appare più un concorso piuttosto che una selezione”.

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Oltre a ciò ha creato qualche perplessità la mancata volontà da parte dell’ente comunale di recepire l’indicazione della Regione sull'apertura di un dispensario farmaceutico a pieno regime soprattutto considerando l'emergenza sanitaria in corso.

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