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Discarica di Roccasecca, improvviso stop ai rifiuti indifferenziati. Saf: “Situazione emergenziale”

Il presidente della Società Ambiente Frosinone Migliorelli ha scritto alla Regione Lazio perché Mad Srl di Lozza, proprietaria dell’impianto di Cerreto, ha reso noto che c’è spazio fino a fine mese. Allertati anche il prefetto Portelli e il presidente della Provincia Pompeo

La discarica di Roccasecca (Frosinone), per la quale il Comune ha appena richiesto la revoca dell’ampliamento per via dell’inchiesta su Lozza e Tosini, potrà accogliere i rifiuti indifferenziati trattati dall’impianto Saf di Colfelice al massimo fino al prossimo 31 marzo 2021. È stato comunicato ieri, giovedì 25, alla Società Ambiente Frosinone dalla Mad Srl, detenuta da Valter Lozza e proprietaria della discarica situata in località Cerreto.

Saf in allerta: "Inevitabile situazione emergenziale in provincia di Frosinone"

Per questo motivo, preannunciando una “inevitabile situazione emergenziale” in provincia di Frosinone, il presidente della Saf Lucio Migliorelli ha scritto in giornata alla Regione Lazio e alla sua Direzione Politiche Ambientali-Rifiuti, precedentemente guidata dall’arrestata Flaminia Tosini. Lo stesso Migliorelli ha anche avvisato il prefetto di Frosinone Ignazio Portelli e il presidente della Provincia Antonio Pompeo. Lo stato di allerta è ampiamente giustificato, visto che si parla dell’unica discarica autorizzata a livello provinciale e che, per via della carenza impiantistica a livello regionale, fronteggia anche l’emergenza rifiuti di altri ambiti territoriali, in primis Roma.

Migliorelli: "Costretti a interrompere lo smaltimento dell'indifferenziato"

Il tutto accentuato dal presidente della Saf, il quale lamenta che “la predetta comunicazione arriva in modo del tutto improvviso ed inatteso”. E che “né d’altra parte, risultavano attivate da parte delle amministrazioni titolari delle funzioni di programmazione e pianificazione del settore, iniziative volte a fronteggiare tale evenienza”. Ecco perché Migliorelli ha fatto presente che non sussistono “soluzioni alternative che consentano lo smaltimento dello scarto dei rifiuti urbani indifferenziati che, nostro malgrado, ci troveremo ad interrompere”. Uno scenario che, per forza di cose, viene definito “già di per sé gravissimo che risulta ulteriormente aggravato dall’emergenza Covid-19”.

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