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Lotta al Virus SARS-CoV-2, Umanize Organization con l’Osservatorio Geofisico Valle del Liri supporta l'Università di Washington

I risultati di ‘Rosetta@home’, il progetto di ricerca che utilizza le potenzialità di elaborazione inutilizzate dai computer dei volontari

Un piccolo grande risultato di un lavoro iniziato il 15 Aprile 2020, ancora in itinere, che servirà a sostenere la ricerca, quella portata avanti dall'Università di Washington. L’associazione di volontariato Umanize Organnization sposa il progetto “Rosetta@home” dedicato al calcolo distribuito per la previsione della struttura delle proteine.

“Dal giorno 15 Aprile 2020 – spiega il presidente Paolo Sabetta - abbiamo deciso di prendere parte, in piena pandemia - a questo importante progetto con l'Università di Washington. Presso l’Osservatorio Geofisico Valle del Liri di San Giovanni Incarico (ospitato nel Centro Polivalente), abbiamo elaborato ben “30,18 quadrilioni di dati”. Solo oggi che questa ricerca ha prodotto risultati abbiamo deciso di renderla pubblica. Tale risultato è stato possibile grazie alla determinante collaborazione dell'amministrazione comunale tutta guidata dal sindaco Paolo Fallone - che crede nel nostro operato da ormai 15 anni – e ci ha messo a disposizione gli spazi sufficienti e i servizi fondamentali per i nostri obiettivi statutari e grazie al sostegno della società di telecomunicazioni Frosinone Wireless e alla preziosa collaborazione dell'ingegnere Mario Sera che ha fornito gratuitamente la connessione internet”.

L'importanza del progetto dal punto di vista scientifico

“Vorrei sottolineare – afferma il presidente - come il progetto Rosetta@home, abbia previsto con precisione la struttura atomica di un’importante proteina del Coronavirus, settimane prima che potesse essere calcolata in laboratorio. Le conoscenze acquisite dallo studio di questa proteina virale vengono ora utilizzate per guidare la progettazione dei vaccini e dei farmaci antivirali”.

“In sostanza – spiega infine Sabetta - ‘Rosetta@home’ utilizza le potenzialità di elaborazione inutilizzate dai nostri computer (che si occupano del monitoraggio sismico dall'anno 2005); eseguono calcoli su unità di lavoro individuali e i risultati ottenuti vengono inviati a un server centrale dell’Università di Washington, che si occupa di convalidarli ed inserirli nelle banche dati del progetto”.

Il progetto è multi piattaforma, e gira su una vasta gamma di configurazioni hardware. Gli utenti possono vedere il progresso delle loro previsioni della struttura della proteina sullo screensaver di Rosetta@home”.

Decodificare il genoma umano è probabilmente il più grande successo di questo secolo. Ma prima che possa essere impiegata questa conoscenza, gli scienziati devono fare avanzare di un passo la ricerca: essi hanno bisogno di capire come le proteine sono costruite dal nostro DNA. Conoscendo le proteine in 3D, gli scienziati potranno intuire il loro ruolo nei processi delle cellule e creare terapie più efficaci nel combattere un gran numero di malattie.

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