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Il caso nazionale / Sora

Museo media valle Liri, cercasi direttore pensionato e gratis: gli Archeologi chiedono ritiro del bando

Stefania Semeraro, presidente della Confederazione del Lazio, riscontra “numerosi ed importanti elementi critici” e invita il sindaco di Sora Di Stefano a revocare e riformulare un avviso pubblico diventato ormai caso nazionale

Ormai è un caso nazionale e la Confederazione degli archeologi del Lazio ha richiesto il suo ritiro immediato. È l’avviso pubblico indetto dal Comune di Sora per selezionare un pensionato che per un anno svolga gratuitamente l’incarico di direttore scientifico del Museo della media Valle del Liri.

Al netto delle forti critiche dell’opposizione consiliare e della boutade mediatica, il sindaco Luca Di Stefano e la sua vice Maria Paola Gemmiti, assessora alla Cultura, hanno confermato il bando sottolineando che si tratta di una soluzione che consente la riapertura del Museo civico archeologico e il suo accreditamento all’Organizzazione museale del Lazio.   

Ma ora, per una serie di ragioni e offrendo la collaborazione della confederazione, la presidente degli Archeologi laziali Stefania Semeraro chiede l'immediato ritiro del bando e la sua riformulazione in termini che tengano conto delle competenze professionali necessarie, di un riconoscimento economico adeguato rispetto alle responsabilità e le competenze richieste e di un congruo tempo che consenta a tutti di partecipare.

Alla base della richiesta di ritiro del bando

“Leggendo la deliberazione della Giunta Comunale, infatti, abbiamo riscontrato numerosi ed importanti elementi critici che vi sottoponiamo – fa presente la presidente Semeraro - Il ricorso a personale in quiescenza per ricoprire il ruolo di Direttore Scientifico del Museo al fine di richiedere, data l’imminente scadenza dei termini (31 gennaio), l’accreditamento all’interno dell’Organizzazione Museale della Regione Lazio (OMR), il mancato riferimento alle norme vigenti che hanno riconosciuto le professioni dei Beni Culturali”.

“Nello specifico, non vi è alcuna menzione, per il ruolo in questione, del possesso dei requisiti previsti dalla legge – aggiunge poi - Il mancato riferimento ai requisiti minimi previsti dal codice deontologico elaborato ICOM e destinato all’intero Sistema Museale Nazionale, ivi compresi i musei civici. La breve durata del bando, anche rispetto alla data di scadenza per l’accreditamento all’OMR, di soli sette giorni rispetto ai trenta previsti dalla legge”.

“A fronte di quanto esposto, considerando il tempo intercorso tra l’insediamento della Giunta e la scadenza del termine previsto dalla Regione Lazio per l’accreditamento del Vostro Museo - obietta - vi chiediamo perché non siano state valutate altre soluzioni, ad esempio la possibilità di una variazione di bilancio entro il 31 dicembre, o ancora la facoltà di prevedere uno storno da altro capitolo di spesa anche nel contesto del PEG della cultura, per affidare l’incarico a professionisti qualificati piuttosto che ricorrere a personale in quiescenza non retribuito.

“Decisioni di questo tipo rischiano di creare gravi precedenti, in quanto non riconoscono né la mole di impegno che comporta la direzione di un museo né l'alto grado di competenze scientifiche necessarie per ricoprire il ruolo – afferma in conclusione - Altresì ci sembra che il ricorso al lavoro gratuito, inevitabilmente, sia lo specchio di uno scarso interesse per le grandi potenzialità che i Musei possiedono e soprattutto per tutti i benefici culturali, turistici, ma in primo luogo economici che una gestione lungimirante del Patrimonio potrebbe offrire alla comunità”.

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