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Sora, piazza Risorgimento: da preziosa area archeologica a discarica a cielo aperto

Reperti coperti dalla vegetazione infestante e dalla spazzatura, mancanza di un’adeguata cartellonistica, cattivi odori dovuti all'acqua stagnante; ecco come si presenta il sito. La segnalazione dagli attivisti del Movimento 5 Stelle sorano

In diverse occasioni gli attivisti e le attiviste del M5S Sora hanno segnalato lo stato di degrado e di incuria in cui versano strade e piazze della città, sia in centro che in periferia. Purtroppo, una nota a parte bisogna riservarla in questi giorni all’area archeologica di Piazza Risorgimento. Il sito, portato alla luce dall’archeologa sorana Manuela Cerqua, è un vero e proprio libro a cielo aperto sulla storia della nostra città. L’area presenta, infatti, numerose stratificazioni, dalle mura di una domus romana alle tombe di una necropoli risalente al V/VI sec. d.C. fino all’edificazione della Chiesa di San Lorenzo che, dai materiali di archivio, risulta esistente fino al 1700.

Degrado ed abbandono 

La collocazione dell’area archeologica nella piazza, che da sempre è uno degli ingressi principali al centro storico ed uno snodo di traffico molto importante e frequentato, dovrebbe renderla uno dei primi biglietti da visita della nostra splendida città offerto a chi viene da fuori, invece, offre un’immagine indecorosa e di degrado. Le fotografie testimoniano che i vari reperti archeologici sono coperti dalla vegetazione infestante e dalla spazzatura; manca un’adeguata cartellonistica che dia un minimo di spiegazione sui ritrovamenti; alcune lastre in plexiglas della copertura trasparente destinata a proteggere gli scavi dall’azione degli agenti atmosferici, sono divelte e non sono mai state risistemate; gli arbusti cresciuti a dismisura sono diventati tana per animali di ogni genere, più caratteristici di una foresta che di un centro città. Tutto ciò, unito al ristagno dell’acqua piovana e alle ondate di caldo caratteristiche di questa stagione, causa continue ondate maleodoranti che infastidiscono quotidianamente i residenti e chi, nelle immediate vicinanze, gestisce un’attività commerciale. L’interrogativo che in molti si pongono e se sia un’area archeologica o una discarica a cielo aperto. L’unica cosa certa è che l’Amministrazione De Donatis ha completamente dimenticato l’area.

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