Fisco trasparente, ecco come lo Stato usa le tue tasse

Questo il nuovo servizio dell'Agenzia delle Entrate per creare un nuovo senso di partecipazione dei cittadini, spesso considerati soltanto contribuenti

Una bella novità, senz'altro positiva e "trasparente". Dalla metà di aprile, periodo in cui si compila la dichiarazione dei redditi, i cittadini potranno conoscere come sono state distribuite le imposte relative al 2016, accedendo al proprio cassetto fiscale o nella dichiarazione precompilata, in pratica attraverso l'accesso telematico alle proprie pagine fiscali che già molti di loro hanno. Lo annuncia l'Agenzie delle Entrate.

Fisco trasparente

"Nella speranza di fare cosa gradita, - si legge nella breve introduzione alla pagina  - Agenzia delle entrate desidera fornirti alcune informazioni con l'obiettivo di essere ancora meglio al servizio tuo e dell'intera comunità. Così, insomma, potremmo scoprire come lo Stato impiega i soldi che ci chiede, ovvero le nostre tasse. Dall'Irpef alle varie addizionali, dalla cedolare sugli affitti al contributo di solidarietà - vengono 'spacchettate' nelle diverse voci del bilancio della pubblica amministrazione: sanità pubblica, previdenza, istruzione, sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, protezione del territorio, ma anche la quota parte del debito pubblico o come si contribuisce al bilancio dell'Unione Europea, oltre ai servizi generali delle pubbliche amministrazioni".

Tanti poveri e pochissimi ricchi: metà Italia con un reddito sotto i 15mila euro. Interessati 30 milioni di italiani

Un modo, spiega il direttore dell'Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, per "migliorare il senso di partecipazione dei cittadini troppo spesso considerati soltanto contribuenti". I soggetti potenzialmente interessati sono circa 30 milioni. Ci sono i circa 20 milioni che compilano il modello 730 direttamente o tramite intermediari e altri 10 milioni che invece dichiarano attraverso il modello Redditi.

Come procedere

L'accesso a questa nuova 'pagina' segue lo schema che il fisco utilizza già per la dichiarazione precompilata. Servirà la password a tutela della riservatezza. Si potranno usare per questo sia lo Spid, il sistema pubblico di identita' digitale che consente di utilizzare le stesse credenziali per tutti i servizi on line delle amministrazioni pubbliche oppure, in alternativa, le password e il pin dei servizi dell'Agenzia delle Entrate, della carta nazionale dei servizi, dell'Inps o del portale NoiPa (quelle dei dipendenti pubblici). Ma si potrà anche chiedere di saperlo tramite un intermediario: un Caf o un professionista abilitato.

Per approfondimenti today.it

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