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Trisulti, dopo i guai giudiziari anche le messe “abusive”

Alcuni giorni fa un gruppo di frati campani ha celebrato messa senza chiedere il permesso al Vescovo, unica autorità alla quale fare riferimento

Non passa giorno senza che la Certosa di Trisulti, l’abbazia ostaggio da anni di carte bollate, non vada a finire sulle cronache nazionali per delle vicende che poco hanno a che fare con gli aspetti religiosi e anche quando vengono interessati quest’ultimi c’è sempre qualcosa che non va. Qui alcuni giorni fa un gruppo di frati campani ha celebrato messa senza chiedere il permesso al vescovo, unica autorità alla quale fare riferimento.

La circostanza della messa è stata raccontata dal sito ‘farodiroma’ al quale Benjamin Harnwell, braccio destro del sovranista Steve Bannon arrestato di recente per frode, fondatore e membro del consiglio del Dignitatis Humanae Institute, che aveva ottenuto la concessione della Certosa di Trisulti, ha mostrato la foto del gruppo di frati arrivati da fuori porta per celebrare.

"Nessuno mi ha chiesto nulla - dice all’Adnkronos il vescovo di Anagni mons. Lorenzo Loppa - . Io non conosco i sacerdoti celebranti ma per coerenza ecclesiastica e pure per correttezza avrebbero dovuto chiedere a me. Mi sono molto stupito. Non è che si voglia applicare un regime poliziesco ma non è che ognuno possa fare come vuole. Quando un sacerdote va in un santuario o in qualsiasi altra chiesa fuori diocesi è tenuto a rivolgersi al vescovo".

"Trisulti - prosegue il vescovo - è un problema che abbiamo. C’è un contenzioso a tutti i livelli ma un conto è la conduzione della gestione, altro conto è la correttezza e la prassi ecclesiale che non sono state rispettate. E vero che oramai quasi non ci si stupisce più di nulla ma non è che ognuno fa come gli pare".

Risale oramai ad un anno fa l’addio del priore cistercense, don Ignazio, l’unico monaco rimasto a Trisulti dopo che il Ministero dei beni culturali, nel 2018, ha affidato la gestione del sito religioso alla Dignitatis Humanae Institute, a seguito di una contestatissima gara ora sotto la lente del Consiglio di Stato.

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