Trivigliano, i 27 anni della comunità "In dialogo" di Padre Matteo

Per l'evento in programma grandi iniziative in Italia e all’estero con il tema: “A Servizio della integralità della persona umana”

La Comunità in Dialogo ha festeggiato i suoi 27 anni di un'intensa esperienza di accoglienza e amore che continua a creare stupore. Padre Matteo nel suo saluto ha ricordato le migliaia di giovani che nel corso di questi anni non solo sono riusciti a reinserirsi in società, ma sono diventati per le loro famiglie e nella società stessa dei punti di riferimento su ciò che crea e alimenta il "ben...essere" interiore, "coscienze nuove" rispetto alla cultura che ha determinato il loro disagio.

In aumento le richieste di aiuto

Le crescenti richieste che giungono a padre Matteo di poter avere questa Esperienza Umana in numerosi Paesi alľ estero hanno spinto lui e i giovani della Comunità in Dialogo a partire anche senza conoscere la lingua, e senza neppure il sostegno di finanziamenti, per incontrare altri giovani in difficoltà e per aprire anche per loro  Centri riabitativi, perché "al centro" c'è la persona! Così da quasi 15 anni in Perù, da quasi 10 anni in Colombia, da 6 anni in Ucraina e da poco più di un anno in Argentina e, a breve, anche in Repubblica Ceca, sostenendo il cammino di ciascun giovane e delle sue famiglie, con amore e dedizione instancabile. 

Il problema della dipendenza 

"A servizio della 'integralità' della persona umana": questo il tema scelto da padre Matteo per questi 27 anni. Ancora oggi il problema della dipendenza non va diminuendo, anzi, l’uso dell'eroina è in crescita tra gli adolescenti e sono in aumento anche i casi di morte per overdose, come confermano le statistiche europee.  Questo è dovuto principalmente al fatto che, dopo tanti anni, ancora non si riesce a capire cosa cerchino i nostri giovani,  sempre più insoddisfatti e scontenti. "I giovani cercano la vita", dice con forza padre Matteo, ma non la trovano perché "forse nella vita già possiedono tutto, ma non l'amore..." Per

Il canto per ritrovarsi

Tutto il pomeriggio i giovani della Comunità con la semplicità che li caratterizza e rende uniche queste feste,  hanno comunicato ai loro familiari e a tutti i presenti, attraverso le loro riflessioni, scenette e canti, il gusto di aver finalmente iniziato a ritrovare se stessi "...senza dipendere più da qualcosa di esterno - che sia sostanza, bisogno affettivo o materiale, o stato d'animo - ma felici che quel bene che stiamo ricevendo si sta incarnando dentro di noi nella misura in cui quotidianamente impariamo a ridarlo", dicono in una loro riflessione. Un cambiamento radicale del modo di concepire l'esistenza che colpisce al cuore l'uso delle sostanze, "qualsiasi esse siano" perché la gioia "di vivere con pienezza la propria esistenza" è più forte ormai di ogni difficoltà e di ogni timore. Commovente il momento finale della festa quando nove giovani, giunti al termine del loro programma comunitario, sono saliti sul palco con accanto i propri familiari, ed hanno raccontato a tutti noi presenti la loro gratitudine, le loro storie... E la gioia impressa nei loro volti é arrivata dritta al cuore dei presenti.

Tanti amici per condividere la “vittoria della vita”

Tanti amici sono venuti per condividere questa giornata di "vittoria della vita" - perché di questo si tratta! -, per stare con loro! Il Padre Generale della Famiglia Vincenziana, p. Tomaž Mavrič, che ha dato inizio alla giornata di ieri con la Santa Messa concelebrata con p. Matteo e con altri padri Vincenziani, al termine della quale hanno letto la benedizione del Papa; il Questore di Frosinone, la Dottoressa Rosaria Amato, aveva fatto visita qualche giorno prima ai giovani della Comunità in Dialogo, e la proiezione video del suo saluto e della stima che ha mostrato verso il coraggio e la forza che ha visto nei giovani in programma, ha dato il via al momento di festa nel pomeriggio. Non sono mancate le parole di stima del Sostituto Procuratore della Repubblica di Frosinone, il dottor Adolfo Coletta, come pure l'intervento di Salameh Ashour, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e dell'intero Lazio.

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