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Domenica, 14 Aprile 2024
Qualità dell'aria

Polveri sottili, la maglia nera della Ciociaria non è Ceccano

Presso Valle del Sacco e Zona appenninica, che includono provincia di Frosinone e sud di Roma, Msg Campano riporta più superamenti di Pm10 di tutte nel 2021: 159. Seguono Ceccano (138) e Sora (122). Ecco tutti i dati, anche su Pm2.5, benzene e azoto

Non è la solita Ceccano, stando al report dell’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nel 2021, la cittadina ciociara con il maggior numero di superamenti giornalieri di Pm10. La maglia nera, infatti, finisce a Monte San Giovanni Campano: 159 sforamenti. A ruota la stessa Contea fabraterna, seconda a quota 138, e terza Sora con i suoi 122 giorni oltre la soglia limite di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo. Sono 35 i giorni consentiti, 50 includendo la tolleranza.

Il terzetto sul podio, però, è seguito al di là della soglia da altri 31 Comuni della Valle del Sacco: Anagni (121), Ferentino (113), Veroli (109), Alatri (106), Torrice (97), Castro dei Volsci (90), Roccasecca (87), Boville Ernica (82), Sant’Elia Fiumerapido (81), Arce (78), Cassino (76), Castelliri (75), Aquino (74), Castrocielo (74), Pontecorvo (73), Frosinone (71), Isola del Liri (69), San Giovanni Incarico (68), Fontana Liri (67), Arnara (66), Ripi (64), Cervaro (63), Patrica (63), Piedimonte San Germano (61), Ceprano (58), Strangolagalli (58), Arpino (48), Casalvieri (44), Villa Santa Lucia (42), Colfelice (41) e Zagarolo (40). Si apprende così, tra l’altro, che ci sono meno polveri sottili nel Capoluogo ciociaro rispetto a paesi come Torrice e Castro dei Volsci.

Qualità dell'aria 2021 - La caratterizzazione dei comuni della Valle del Sacco

Comuni oltre la soglia limite e con zero superamenti

Ci sono poi tutti i comuni al di sotto della soglia d’allarme: Esperia (35), Broccostella (32), Gallicano nel Lazio (32), Colleferro (30), Amaseno (19), Giuliano di Roma (19), Gavignano (12), Labico (11), Monte Compatri (11), Morolo (10), Collepardo (9), Colonna (9), Falvaterra (9), Fumone (8), Genazzano (7), Cave (6), Fontechiari (6), Montelanico (5), Acuto (3), Ausonia (2), Coreno Ausonio (2), Gorga (2), Carpineto Romano (0) e Castelnuovo Parano (0). Carpineto e Castelnuovo, dunque, mai oltre il limite di polveri sottili nel 2021.

Questi, infine, i comuni ciociari ricompresi nella Zona appenninica: Atina (81), Alvito (59), Pescosolido (52), San Donato Val di Comino (43), Gallinaro (34), ), Trivigliano (23), Picinisco (12), Guarcino (11), Trevi nel Lazio (11), Torre Cajetani (6), Campoli Appennino (5), Casalattico (4), Fiuggi (4), Settefrati (1), Villa Latina (1), Acquafondata (0), Belmonte Castello (0), Filettino (0), San Biagio Saracinisco (0), Terelle (0), Vallerotonda (0) e Viticuso (0). Atina, Alvito, Pescosolido e San Donato Val di Comino, dunque, sono off-limits. Aria buona, invece, nei borghi con zero superamenti.

A Msgc anche la più alta concentrazione di Pm10

Msg Campano ha anche la più alta media annua di Pm10, ovvero 85. È più del doppio del valore limite, che è pari a 40 microgrammi per metro cubo. In tutto, però, sono sei i comuni oltre tale barriera: la solita Ceccano (58), Sora (55), Anagni (46), Ferentino (44) e Alatri (41). Il sestetto, pertanto, ha sforato sia a livello di concentrazioni medie che di superamenti quotidiani delle polveri sottili dal diametro uguale o inferiore ai dieci micrometri.

Ci sono, però, anche le rilevazioni della materia particolata con diametro pari o inferiore a 2.5 micrometri. Sono le polveri ultrasottili che riescono a penetrare di più nell’apparato respiratorio e provocano conseguenze più serie alla salute. La media annuale di Pm2.5 viene superata da 17 degli 86 comuni della Valle del Sacco: Monte San Giovanni Campano (79), Sora (51), Anagni (40), Ceccano (36), Ferentino (34), Castro dei Volsci (34), Sant’Elia Fiumerapido (32), Castelliri (30), Isola del Liri (30), Veroli (30), Alatri (28), Cassino (27), Arpino (26), Boville Ernica (26), Roccasecca (26), Torrice (26) e Cervaro (25).

Nella Zona Appenninica, a completamento della provincia di Frosinone, figurano altri 22 comuni: Atina (32), Alvito (24), Pescosolido (23), San Donato Val di Comino (21), Gallinaro (19), Trivigliano (16), Picinisco (14), Trevi nel Lazio (13), Campoli Appennino (12), Guarcino (12), Villa Latina (12), Colle San Magno (11), Casalattico (10), Settefrati (10), Vallerotonda (9), Fiuggi (8), Terelle (8), Belmonte Castello (7), Filettino (5), Viticuso (5), Acquafondata (4) e San Biagio Saracinisco (4).

Benzene, ozono e metalli pesanti

Riguardo alla media annuale del benzene, invece, preoccupano i valori di quattro città: Cassino (12), Frosinone (10), Sora (10) e Anagni (6). In quanto all’ozono, infine, Zagarolo (29), Vicalvi (27) e San Vittore del Lazio (26) oltrepassano i 25 superamenti del limite di 120 microgrammi di O3 nel periodo 2019-2021.

“Gli Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) sono composti organici con due o più anelli aromatici fusi, formati da carbonio e idrogeno – spiega l’Arpa Lazio - Dei diversi Ipa di rilevanza tossicologica presenti in aria ambiente, la normativa nazionale di riferimento vigente (d.lgs. 155/2010, ndr) prevede un valore limite per il solo benzo(a)pirene, per il quale viene individuato un valore obiettivo riferito al tenore totale dell’inquinante presente nella frazione di particolato PM10, calcolato come media su un anno civile pari ad 1 ng/m3”. Per il benzopirene sono oltre il nanogrammo per metro cubo sia Frosinone, a quota 3 con la stazione di via Verdi – nei pressi della stazione ferroviaria – nonché Colleferro, Colleferro, stando all’1.4 rilevato nella stazione di viale Europa. A mezzo nanogrammo la centralina di Fontechiari.

Rispetto ai metalli pesanti, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale riporta i livelli di arsenico, nichel, cadmio e piombo. I valori limite medi annui sono rispettivamente 6, 20 e 5 nanogrammi e di 0.5 microgrammi. A Frosinone Scalo i dati sono “confortanti”: l’arsenico è a quota 0.55, il nichel a 2.1, il cadmio a 0.3 e il piombo a 0.004.

Polveri sottili, meteo e zona appenninica

“Nella Valle del Sacco sono le polveri sottili a destare la maggiore preoccupazione - attesta l’Arpa Lazio - Le medie annue sia del PM2.5 che del PM10 seguono un trend discendente. Dal 2017 il PM2.5 rientra nei limiti e nel 2021 tutte le centraline rispettano il valore limite per il PM10. Il numero di superamenti del valore limite giornaliero di PM10 è anche nel 2021 superiore al valore consentito dalla norma e mostra un’oscillazione maggiore negli anni essendo uno standard di breve periodo”.

“La media annua dell’NO2 (biossido di azoto, ndr) decresce negli anni presso le centraline della Valle del Sacco e nel 2021 non si registra nessun superamento del valore limite. Per l’O3 la Valle del Sacco e l’Appenninica costituiscono una zona unica. Il valore obiettivo mediato su 5 anni non è raggiunto per la sola stazione di Fontechiari, l’andamento negli anni non è univoco”.

La concentrazione degli inquinanti atmosferici è influenzata dalle condizioni meteorologiche e principalmente da tre fattori: precipitazione (frequenza e intensità), vento (intensità e direzione), turbolenza. Questi tre fattori determinano le azioni di dilavamento (fenomeni di washout, rainout, e mancato risollevamento dal suolo), di dispersione meccanica, e la capacità dispersiva dell’atmosfera.

Alcuni Comuni caratterizzati da un’orografia complessa, con zone in montagna e zone in valle, erano, nel 2012, stati compresi nella zona Appenninica poiché interessati dai rilievi e caratterizzati da emissioni non elevate. Questi hanno mostrato di risentire, proprio per la conformazione e le caratteristiche meteorologiche della valle a cui afferiscono, delle emissioni dei Comuni confinanti della Valle del Sacco e come tali sono stati spostati dalla zona Appenninica alla Valle del Sacco: Sora, Sant’Elia Fiumerapido, Vico del Lazio e Collepardo.

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