Violenza sulle donne, il primo passo da fare è denunciare

Se n'è parlato nel convegno "Legami o Legàmi" organizzato dal centro Antiviolenza di Frosinone

"Legami o legàmi". Questo il titolo del convegno che si è tenuto questa mattina presso la sala della cultura "Bonaviri" a Frosinone e che ha trattato la violenza sulle donne. Organizzato dal centro Antiviolenza di Frosinone per sensibilizzare le nuove generazioni a questo tipo di problematica è stato presenziato da Mario Ceccarelli presidente Auser del Frusinate, dal dottor Antonello Bracaglia Morante Gip del tribunale di Frosinone  dr. Fausto Russo, psichiatra ed analista della comunicazione Asl di Frosinone, dotto.ssa Erminia Gnagni dirigente Itis "Turriziani" Frosinone, dott.ssa Maria Rosaria Ruggeri responsabile  casa Rifugio  "Mai più ferite", dott.ssa Elisa Giaciglio responsabile Casa Rifugio  "Oltre l'autonomia", dott.ssa Enrica Gazzaneo Assitente sociale comune di frosinone e l'avvocato Sonia Sirizootti legale Sportello  antiviolenza Auser del Frusinate. In sostituzione del sindaco Nicola Ottaviani assente per un importante impegno di lavoro, l'assessore del comune di Frosinone Rossella Testa. Ospiti del convegno  gli studenti del liceo Classico Norberto Turriziani. 

Il primo passo è denunciare

Ad aprire i lavori il gip del tribunale di Frosinone Bracaglia Morante, il quale ha parlato dei provvedimenti restrittivi che vengono emessi nel caso di violenza sulle donne. Ma il primo passo debbono farlo sempre loro attraverso le denunce agli organi preposti. A tal proposito il magistrato ha sottolineato il centro di ascolto che è stato istituito in procura proprio per dare la possibilità a tutto l'universo femminile di poter avere i giusti strumenti per poter dire basta alle prevaricazioni ed ai maltrattamenti da parte dell'uomo. 

Vittima e carnefice

Lo psichiatra Russo  ha invece parlato dei meccanismi che si innescano tra la vittima e il "carnefice". Quest'ultimo - dichiarato  lo specialista dell'Asl, non avendo la capacità di saper costruire è in grado soltanto di distruggere. Ma chi gli è accanto finisce per colpevolizzarsi addossandosi la colpa di quelle reazioni violente. Altro errore delle vittime è quello di pensare di poter cambiare il partner.

Puntare a sensibilizzare i giovani

Ecco perchè  le donne vittime  di violenza hanno bisogno di persone specializzate che diano loro la possibilità di cominciare un percorso  che punta all'autostima. È di questi giorni la notizia dell'ennesimo femminicidio a Cisterna di Latina dove un uomo ha ferito gravemente la moglie e ucciso le sue due bambine. Fatti così aberranti non debbono più accadere. "Per questo motivo - ha detto Ceccarelli - bisogna  puntare a sensibilizzare i giovani. Loro sono il nostro futuro".  

Il contesto familiare

La famiglia in tutto questo ha un ruolo fondamentale che deve far crescere i figli all'insegna dell'amore e rispetto degli altri. Non a caso l'uomo violento ha spesso un vissuto di violenza psicologica o fisica nell'infanzia, subìta, vista e ascoltata. L'uomo violento non ammetterà mai di esserlo  ma "Chi  vi picchia non vi ama", recita un vecchio slogan. E mai parole sono state più vere. 

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