Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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AAA cercasi disperatamente camerieri: il paradosso dell’era Covid

In provincia di Frosinone ed in tutta Italia i ristoratori faticano e non poco a trovare camerieri. Il lavoro c’è ma i lavoratori no

A.A.A. cercasi camerieri. Questo l’appello di molti ristoratori di Frosinone e di tutta la Provincia. Tanti, quasi tutti, sono quelli che da quando hanno potuto riaprire i battenti a pieno regime sono alla ricerca disperata di personale. Da “Il Locandiere de Core e de Panza” di Acuto che ha vinto il famoso programma televisivo “4 Ristoranti” condotto da Alessandro Borghese, fino alla famosa e storica “Osteria Panzini” situata in via Madonna Della Neve a Frosinone. Tutti denunciano lo stesso problema: c’è lavoro e anche pagato bene ma non si trovano lavoratori.

Il paradosso creato dal Covid, ma non solo nella Provincia di Frosinone. In un anno, infatti, sono calati a dismisura i camerieri nello Stivale ed ogni città sta riscontrando questi problemi.

Se prima per un annuncio di lavoro arrivavano decine e decine di richieste, adesso ne arrivano solo un paio e, a volte, con richieste del tipo: “Posso lavorare solamente tre giorni, così continuo a prendere il reddito di cittadinanza?”. Ed è proprio il reddito di cittadinanza, secondo i ristoratori, uno dei motivi principali di questa mancanza di personale: “Si fa ormai fatica a trovare camerieri, ma non solo per la stagione, per tutto l’anno. La paga base per un cameriere è di 1.200-1.400 euro, con il reddito di cittadinanza ovviamente non arrivi a queste cifre ma prendi i soldi stando comodamente a casa – ci racconta Valerio Ricciardi proprietario de ‘Il Locandiere de Core e de Panza’ - Per questo molti ragazzi ormai non si sforzano nemmeno a lavorare e mettersi qualche soldo da parte. Molte realtà nella ristorazione, in base al lavoro svolto, pagano anche una miseria, per questo molti decidono di cercare altro. Ma non è ovviamente per tutti così”.

Il Covid ha scoraggiato diversi giovani

Il Coronavirus ovviamente ha inciso molto su questa carenza di personale. Molti hanno visto nel settore della ristorazione uno di quelli sempre a rischio chiusura e proprio per questo motivo hanno deciso di scegliere altro.

Il rapporto Fipe 2020 ha evidenziato come il settore ha accusato -  e non poco – gli effetti della pandemia. Si sono registrate 22mila imprese in meno in Italia, con una perdita di 514mila posti di lavoro. Mai però come quest’anno, nonostante questi numeri, la richiesta di camerieri in tutta Italia è aumentata. Le giovani leve, in questo particolare periodo storico, temono di intraprendere un percorso “precario”, legato all’incertezza sull’aumento o meno dei contagi e quindi conseguenti chiusure. Il lavoro però c’è, così come i ristoratori che offrono stipendi congrui al lavoro svolto. Bisogna solo rimboccarsi di nuovo le maniche.

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