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La storia di Serena uccisa a 18 anni e che da 20 attende Giustizia: il paradosso che ha logorato papà Guglielmo

La giovane assassinata il 1° giugno del 2001 nella caserma dei Carabinieri di Arce è stata ricordata insieme al genitore morto lo scorso anno e per un destino beffardo a poche ore di distanza dal giorno in cui si è consumata l'agonia della figlia

Quando sentiamo parlare dell'omicidio di Serena Mollicone, la prima cosa che ci viene in mente è il volto consumato ma fiero di papà Guglielmo. Quegli occhi grandi e profondi, sempre umidi ed arrossati. L'ultima immagine che ho del maestro Guglielmo risale al 20 novembre del 2019 quando a Cassino, in piazza Labriola, partecipò all'inaugurazione delle 'panchine del rispetto' dedicate alla giovane figlia, alla professoressa Gilberta Palleschi ed a tutti coloro che sono rimasti vittima di violenza di genere. Quel giorno era stanco, affaticato e fortemente provato dall'ennesimo rinvio dell'udienza preliminare, avvenuto una settimana prima.

"Quello che mi fa rabbia - disse - è che ogni volta che stiamo per tirare il fiato e dire 'finalmente la luce' accade qualcosa, qualche impedimento. E questo mi fa male, qui in petto. Sono stanco di dover sperare che domani arrivino tempi migliori". Parole che allora prendemmo come il comprensibile sfogo di chi, oramai da tanto tempo e nonostante tutto era ancora in cerca di Giustizia. Diciotto anni di attesa sarebbero stati troppi per chiunque, figuriamoci per una persona che aveva sempre anteposto l'amore per la verità a se stesso, ed al suo star bene. Il 28 novembre del 2019 e cioè nove giorni dopo quel nostro parlare, Guglielmo si è arreso nel fisico. E' sprofondato in un sonno profondo che lo ha tenuto in vita per altri sette mesi e poi, quando mancavano poche ore al diciannovesimo anniversario dell'uccisione dell'adorata figlia, ha deciso di raggiungerla. Era il 31 maggio del 2020. 

Ieri a distanza di un anno, e nel ventennale della tragica agonia di Serena Mollicone, che ricordiamo è stata aggredita e picchiata molto probabilmente nella caserma dei Carabinieri di Arce e lasciata morire soffocata dopo sei ore, è stato celebrato il giorno del ricordo. E non solo ad Arce, Fontana Liri e Sora ma anche in diverse città d'Italia, d'Europa e del mondo. Tutti coloro che hanno conosciuto la storia di Guglielmo e Serena Mollicone, ha voluto dare il proprio contributo affiggendo uno striscione con sopra vergata la frase 'Serena Vive'.

Un'iniziativa fortemente voluta da chi, con padre e figlia, ha trascorso gran parte dell'adolescenza: cugini ed amici, nipoti e conoscenti che stanno cercando di tramandare lo stesso messaggio che per anni è stato fonte di vita per Guglielmo Mollicone: la ricerca della verità ad ogni costo e contro ogni ostacolo. Perchè essere assassinati a poco più di diciotto anni, ed attendere giustizia da venti è inaccettabile.

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