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Domenica, 19 Maggio 2024
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Ferentino, il centro diurno disabili “Luca Malancona” trasloca a villa Gasbarra

"Un’idea fortemente voluta dal sottoscritto, proposta in consiglio comunale a gennaio 2020 votata favorevolmente e dopo 2 anni di pressioni costanti"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FrosinoneToday

"Finalmente ci siamo, il Centro Diurno Disabili “Luca Malancona” trasloca dagli angusti locali del seminterrato dell’ex Mattatoio comunale, all’immobile di Villa Gasbarra. Un’idea fortemente voluta dal sottoscritto, proposta in Consiglio comunale a Gennaio 2020, votata favorevolmente e dopo 2 anni di pressioni costanti, la Giunta comunale finalmente da corso al trasloco". Cosi in una nota il consigliere comunale Maurizio Berretta che poi prosegue:

"Mi preme ringraziare i colleghi consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, la giunta ed il Sindaco (in questo caso anche reggente della delega ai servizi sociali) che hanno sostenuto questa idea, seppur proveniente dai banchi dell’opposizione, si e’ saputo far prevalere il senso di umanita’ e di civilta’, oltre le appartenenze politiche, e ben arginare qualche bastian contrario all’utilizzo di Villa Gasbarra, e’ prevalsa da ambo le parti la cosidetta onesta’ intellettuale, troppo volte invocata e poco attuata.

I ragazzi che frequentano il centro diurno disabili, potranno finalmente avvalersi di una struttura, posta in centro, frescadi ristrutturazione, con un parco esterno adeguato e soprattutto consono alle diverse attivita’ che si possono svolgere all’aria aperta, novita’ assoluta per quelle attivita’ fino ad oggi svolte. Un piccolo passo avanti nelle politiche d’inclusivita’, non solo di semplice integrazione, per semplificare i concetti, l’integrazione guarda al singolo, mentre l’inclusione guarda a tutti, l’integrazione interviene prima sul soggetto e poi sul contesto, mentre l’inclusione prima sul contesto e poi sul soggetto, l’integrazione incrementa una risposta speciale, mentre l’inclusione trasforma la risposta speciale in normalità. Due anni dalla proposta deliberata all’esecutivita’ della stessa non sono pochi, ma voglio pensare che siano stati dovuti alla pandemia, come ho sempre ribadito ed evidenziato in aula, i servizi sociali di questa Citta’ hanno bisogno di priorita’ assoluta e di un cambio di passo deciso, mi auguro che questo sia da parte di quest’amministrazione il segnale giusto, il sociale cittadino ha bisogno di investimenti strutturali, di spazi adeguati, di attenzione a chi veramente ne ha bisogno, persone che vivono sole ed a volte anche in condizioni “molto molto” particolari".

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