Omicidio Pascarella, Matteo affetto dalla schizofrenia paranoide, in preda ad una rabbia incontrollata

A distanza di oltre 24 ore dall'uccisione a colpi di mazza da baseball emergono nuovi scenari sullo stato di salute dell'assassino

Il palazzo dov'è avvenuto l'omicidio

Più che un dramma della disperazione si sarebbe trattato, a detta del legale di Matteo Sbaraglia accusato dell'omicidio del suo dirimpettaio avvenuto l'altro ieri in via Sardegna ad Alatri, di un dramma della follia. L'avvocato Angelo Testa che rappresenta l'arrestato, ha riferito che il suo assistito è affetto da "schizofrenia paranoide" e per la quale veniva seguito dal centro di igiene mentale, sarebbe stato assalito da una rabbia incontrollata a seguito di un'idea delirante.

I colpi sulla testa

Per questo motivo aveva imbracciato la mazza da baseball ed aveva cominciato a colpire ripetutamente la porta del povero Domenico Pascarella, il pensionato di 58 anni che abitava sullo stesso pianerottolo. Quando la vittima allertata dai rumori aveva aperto la porta, lui aveva iniziato a colpirlo più volte sulla testa fino a fracassargli il cranio.

"Ho combinato un guaio"

Poi una volta resosi conto di quello che aveva fatto aveva cominciato a girovagare per la città. Quando l'uomo è stato ritrovato dai carabinieri si trovava in uno stato psicologico devastante. "Ho combinato un guaio" avrebbe continuato a ripetere davanti al pubblico ministero titolare dell'inchiesta Vittorio Misiti.

Sconosciuto il sentimento alla base del folle gesto

"Non ci è dato sapere - ha dichiarato il legale difensore - che cosa potrebbe aver scatenato la follia omicida. Nel corso dell'interrogatorio Sbaraglia non sarebbe stato in grado di spiegare quale tipo di emozione, quale sentimento negativo aveva suscitato in lui un rancore così forte da decidere di volere uccidere quell'amico con il quale sovente si ritrovava al bar per chiacchierare del più e del meno".

Lunedì gli esami psichiatrici

Di certo si sa che lunedì mattina inizieranno i primi esami psichiatrici per accertare se al momento del delitto l'uomo fosse in grado di intendere e di volere. La patologia di cui è affetto avrebbe potuto influire enormemente su quel comportamento così aggressivo e violento. Qualcuno punta l'indice sulle istituzioni colpevoli di non aver seguito come avrebbero dovuto il paziente psichiatrico. Nella giornata di martedì si terrà in carcere l'interrogatorio di garanzia. 

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Cos'è la schizofrenia paranoide

La schizofrenia paranoide si caratterizza per essere una particolare tipologia di schizofrenia. Ovvero una malattia mentale cronica che porta la persona ad una vera e propria psicosi. In questo caso, il soggetto che ne soffre è portato a sentire delle cose che in realtà non esistono. E questo, a detta degli psichiatri, è quanto potrebbe essere accaduto all'omicida. Con questo tipo di schizofrenia la qualità di vita di tutti i giorni, con farmaci appropriati, può essere soddisfacente. Anche se si tratta di una grave patologia che può spesso sfociare in comportamenti lesivi. Grazie a delle terapie ben determinate, si possono comunque tenere sotto controllo i vari sintomi della schizofrenia paranoide, in maniera tale da poter svolgere comunque tutte le attività giornaliere come se nulla fosse.

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