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Foto di archivio

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Infatuato della matrigna, prima la sequestra, poi la violenta e la minaccia di morte con una pistola

La donna è stata messa in salvo dai carabinieri della stazione di Alvito che sono prontamente intervenuti sul posto dopo la telefonata dei figli

Pomeriggio di paura ad Alvito (Frosinone) dove l’intervento dei carabinieri ha evitato che l’ennesima lite familiare si trasformasse in qualcosa di più grave. Qui i militari della locale stazione hanno fatto irruzione nei pressi di un'abitazione periferica del comune, ove un pregiudicato 50enne del posto stava minacciando con una pistola una donna (con cui aveva avuto una relazione) e i due figli ventenni di lei, che sono riusciti a dare allarme telefonando in caserma.

Il Comandante della stazione, coadiuvato da due graduati è riuscito ad immobilizzare e disarmare l'uomo, traendolo in arresto per tentato omicidio (come rubricato da PM), porto abusivo d'arma e ricettazione. Ecco cosa è successo nel dettaglio: poco dopo le 15.00 una donna del posto aveva telefonato disperata alla caserma di Alvito, invocando l’immediato intervento dei Carabinieri, in quanto l’uomo, un suo parente acquisito, si era recato presso la sua abitazione con una pistola e pretendeva di entrare per dirimere non meglio precisate questioni.

Tre militari del reparto accorsi sul luogo hanno trovato il portone della casa spalancato ed approfittando del fattore sorpresa, sono riusciti a disarmare ed immobilizzare l’uomo, senza che questi riuscisse ad arrecare danno a cose ed alle persone presenti. Successivamente, la donna ha riferito che poco prima del loro arrivo, l’uomo aveva sparato un colpo in aria per costringerla ad aprire la porta. L’arma sequestrata è risultata essere una pistola revolver cal. 22, risalente agli anni 70,  con matricola abrasa. L’arrestato, già censito per “tentato omicidio volontario, sequestro di persona, porto abusivo di armi, ingiuria, minaccia, danneggiamento, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli, violenza privata, molestia o disturbo alle persone”, al termine delle formalità di tiro, è stato tradotto in carcere .

Da evidenziare che nella giornata di ieri la donna aveva sporto denuncia sempre contro l'uomo per sequestro di persona e violenza sessuale (perpetrati tra il 20 ed il 22 u.s.). Inoltre la donna è la terza moglie del defunto padre dell'aggressore. La pistola sequestrata è risultata essere un revolver, cal. 22, con matricola abrasa, verosimilmente di fabbricazione italiana degli anni 70. Fortunatamente nessuno dei presenti e dei militari intervenuti sono rimasti feriti.

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