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Allevamento clandestino di cinghiali, quattro persone indagate tra Anagni e Guarcino

Nel mirino della procura sono finiti i proprietari di un appezzamento di terreno dove si trovavano gli animali, la titolare di un'azienda di Guarcino ed un medico veterinario dell'Asl

Allevamento clandestino di cinghial, quattro persone indagate. Si tratta del prorprietario di un appezzamento di terreno ad Anagni, la moglie, un medico veterinario dell' Asl e la titolare di un allevamento di cinghiali a Guarcino. I fatti risalgono allo scorso maggio quando i carabinieri della Forestale fecero scattare un blitz  in un appezzamento di terreno di  una zona periferica della città dei Papi.

Il ritrovamento di ben 30 cinghiali

Su questo terrenno erano stati trovati ben venti cinghiali e adulti e dieci lattonzoli. Gli animali erano stati trovati in condizioni igeniche disastrose. L’area era sprovvista di ogni copertura che potesse garantire alle bestie riparo in caso di pioggia. Anche l’abbeveraggio era risultato carente in quanto c’era un solo contenitore per l’acqua non sufficiente a dissetare tutti quegli animali.

L'inchiesta della procura

A seguito di tali fatti la procura ha aperto un'inchiesta. Il titolare e la moglie debbono rispondere di maltrattamento sugli animali, allevamento abusivo e sottrazione di animali in quanto in seguito sarebbero spariti ben 8 cinghiali che facevano parte del branco sequestrato dall'autorità giudiziaria. 

Il coinvolgimento del medico della ASL

Coinvolto nella vicenda come già accennato anche un medico veterinario dell'Asl per aver prodotto alla stazione dei carabinieri a mezzo di posta elettronica la dichiarazione di provenienza e di destinazione degli animali riguardante la presunta movimentazione di 8 cinghiali adulti. Dichiarazione che secondo la procura si sarebbe rivelata falsa. Anche la titolare di un allevamento di cinghiali a Guarcino, è indagata per il reato di falso. Nei giorni scorsi è stata notificata agli indagati la conclusione delle indagini. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci e Daniele Mieli.

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