Cronaca

Carceri, niente acqua di notte: l'indignazione del SAPPE

Il sindacato autonomo polizia penitenziaria chiede la revoca del provvedimento ministeriale che potrebbe generare solo tensioni e disagi

Un provvedimento che sta facendo discutere, quello appena giunto dal Ministero della Giustizia, e che riguarda l'interruzione dell'erogazione dell'acqua nelle carceri nelle ore notturne e che potrebbe essere applicata anche alle due case circondariali presenti sul nostro territorio. Una disposizione del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione, Santi Consolo, dovuta alle “patologiche” dispersioni idriche, e che prevede la chiusura dell’erogazione dell’acqua dalle ore 23,00 alle ore 5,30 nelle carceri dove i consumi quotidiani “risultino superiori a 0.5 mc per detenuto presente”. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che cita la lettera ministeriale quale “ennesima disposizione cervellotica del DAP”.

Una scelta controproducente

Credevo fosse uno scherzo, ed invece è tutto vero. - scrive Donato Capece, segretario generale SAPPELa disposizione precisa che laddove fosse disposta detta limitazione, ogni detenuto dovrà essere fornito di 20/25 litri di acqua potabile, “da utilizzare come riserva idrica individuale per il suddetto arco orario”. Una scelta che per Capece rischierebbe di essere un ulteriore sperpero di risorse idriche considerando che si andrebbe a "somministrare 20/25 litri di acqua per ristretto, durante le ore di sonno, quando il consumo di acqua, dovrebbe essere vicino allo zero.

Disagi anche a chi lavora

Inoltre, l’interruzione andrebbe a creare ulteriori disagi a chi, invece, di notte, anziché dormire, lavora e ha necessità di bere e di usufruire dignitosamente dei servizi igienico-sanitari, ossia gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, ragione per cui abbiamo chiesto ai vertici DAP Consolo e Del Gaudio se l’intendimento del Ministero della Giustizia sia quello di distribuire 20/25 litri di acqua anche agli operatori del Corpo, e non, che effettuano il servizio notturno nelle sedi interessate…."

Potrebbe generare nuove tensioni

Il sindacato ha già formalmente chiesto la revoca immediata della disposizione del DAP che aggiunge: “Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. Oggi, nelle 190 prigioni del Paese, sono presenti oltre 57.600 detenuti, quasi 20mila dei quali sono gli stranieri e gli eventi critici tra le sbarre (atti di autolesionismo, risse, colluttazioni, ferimenti, tentati suicidi, aggressioni ai poliziotti penitenziari) si verificano quotidianamente con una spaventosa ciclicità. E la scelta di interrompere l’erogazione dell’acqua di notte potrà essere foriera di nuove tensioni”.

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