Ceprano, violentato dal parroco dall'età di otto anni, i testimoni della difesa tentano di smontare il castello accusatorio

L'imputato è accusato di aver stuprato la vittima per diverso tempo ed a causa di questo abuso avrebbe tentato più volte il suicidio. La vicenda è venuta fuori a seguito delle confidenze che il ragazzo aveva fatto ad un operatore di un consultorio

Violenza sui bambini

Parroco accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di soli otto anni finisce sul banco degli imputati. Si tratta di G.B. un prete di 58 anni che all’epoca dei fatti prestava la sua opera nella chiesa di San Rocco a Ceprano. L’abuso a causa di una soggezione psicologica si sarebbe protratto nel tempo. La storia è venuta fuori quando la vittima, oggi 32enne, che stava cercando un recupero psicologico, si era  rivolta ad un Consultorio. E proprio in quella occasione aveva confessato ad un consulente quel segreto che aveva custodito per tanti anni.

La testimonianza di un professore universitario

Ieri mattina in udienza hanno cominciato a sfilare i testi della difesa. Il primo ad essere ascoltato è stato il prof. Cristiano Barbieri dell’Università di Pavia. Secondo quanto riferito dal consulente uno stupro del genere non potrebbe mai passare inosservato in quanto un rapporto contro natura avrebbe comportato lesioni che avrebbero richiesto le cure ospedaliere. E nel caso della vittima questo non sarebbe successo.

Il tentato suicidio

In secondo luogo il disturbo della personalità di cui sarebbe affetta la vittima non è diagnosticabile perché un disturbo di personalità che ha anche altre cause, non si giustifica con quello che è stata poi la sua inesistente documentazione relativaa ai tentativi di suicidio ed assunzione di sostanze stupefacenti. Quello che è stato riferito secondo l’avvocato Giuseppe Pizzutelli che difende l’imputato non è riscontrabile. Sul banco dei testimoni anche alcuni parrocchiani che frequentavano assiduamente la chiesa e che non avrebbero mai notato niente di anomalo tra il giovane ed il parroco. Dello stesso tenore la testimonianza del sacrestano e della perpetua che vivevano all’interno della parrocchia.  Ascoltato anche un compagno di scuola della vittima il quale ha dichiarato che l’amico si dimostrava tranquillo e non aveva mai mostrato segni di inquietudine.

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Il primo stupro in un albergo

Di diverso avviso l’avvocato Carla Corsetti della parte civile la quale ha tenuto a sottolineare che il primo stupro sarebbe avvenuto in un albergo e non all’interno della canonica: che il disturbo bordeline di cui è affetto il suo assistito ha tra i sintomi la voglia di fare uso di sostanze stupefacenti proprio per stordirsi e non pensare alla propria condizione. Non meno importante il fatto che il docente universitario abbia formulato una diagnosi in base a quanto asserito da studi sulla psicanalisi senza aver mai visitato ll suo assistito. E questo a detta del legale è inconcepibile. Prossima udienza il prossimo 23 ottobre.

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