Bancarotta fraudolenta, richiesta di rinvio a giudizio per Alessandro Casinelli

L'udienza è stata fissata per il 26 ottobre prossimo presso il tribunale di Reggio Calabria per competenza. L'indagato che si trova ancora detenuto in carcere sarà rappresentato dall'avvocato Nicola Ottaviani

Alessandro Casinelli

Richiesta di rinvio a giudizio per l'ex presidente della Federlazio Alessandro Casinelli che deve rispondere di bancarotta fraudolenta. L'udienza si terrà presso il tribunale di Reggio Calabria il 26 ottobre prossimo.  L'imprenditore ciociaro è finito nel mirino della Guardia di Finanza  a seguito di una indagine partita nel 2011 che verteva su rimborsi a dei pazienti all’ambasciata africana a Roma e presso la Santa Sede. Rimborsi che sarebbero stati quantificati in circa tre milioni di euro. Esami di laboratorio che si trasformavano come per magia in interventi chirurgici. L'inchiesta, come si ricoderà si concluse con  24 persone iscritte sul registro degli indagati.

I falsi rimborsi 

Nella corposa documentazione presentata sul tavolo del magistrato inquirente  per quanto riguarda Villa Aurora   figura anche la clinica "La Quiete",  la casa di cura dichiarata fallita dal Tribunale di Varese il 14 luglio dello stesso anno. Tornando a Villa Aurora  Alessandro Casinelli che all’inizio del 2017 aveva cercato inutilmente di salvare e pagando qualche stipendio arretrato facendo in modo che venisse acquistata  da nuovi padroni, è accusato di aver svuotato le casse della struttura. Per la cronaca va detto chetutto  questo sarebbe avvenuto dopo la sua fuoriuscita dal Gruppo Sant’Alessandro.  Nell'inchiesta è stato coinvolto anche  Giorgio Rea, un imprenditore sorano che era stato nominato amministratore unico fino alla sua uscita avvenuta nel 2016.

Le indagini della Guardia di Finanza 

Il grande imbroglio sarebbe stato messo in atto nel dicembre del 2015 e perdurato per circa un anno. Fino a quando cioè un ambasciatore libico in Italia ravvisando la truffa presentò una denuncia querela calcolando un danno pari a circa 2 milioni e 800.000 euro. Il 26 ottobre prossimo l'avvocato difensore Nicola Ottaviani dovrà affilare le armi per dimotrare l'estraneità del suo assistito ai fatti che gli sono stati contestati. La difesa punterà a dimostrare che non ci sarebbe stata bancarotta in quanto Casinelli aveva cercato di risollevare le sorti  vendendo  in seguito la struttura. Per la cronaca va detto che Casinelli si trova ancora detenuto nel carcere di Reggio Calabria in quanto i giudici del Riesame avevano respinto l'istanza di scarcerazione presentata dal difensore.

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