Aggressione in un bar ai danni del titolare, scattano due condanne per estorsione aggravata

Sotto processo sono finiti padre e figlio di 43 e 26 anni. Il genitore è stato condannato a cinque anni e sei mesi di carcere mentre il figlio dovrà scontare quattro anni

Estorsione aggravata. Questa l'accusa che ha portato alla condanna di Bruno e Antonio Di Silvio, rispettivamente di 43 e 26 anni residenti nel capoluolgo ciociario. Il giudice del tribunale Francesco Mancini ha condannato il genitore a cinque anni di pena mentre il figlio dovrà scontare quattro anni. La vicenda risale al febbraio dello scorso anno quando i due, che avevano l'abitudine di consumare senza pagare, erano stati richiamati da un cameriere che aveva fatto notare loro che c'era un conto pregresso da pagare.

L'aggressione

A quel punto però i due invece di saldare il conto avevano iniziato ad alzare la voce. Il gestore del bar per evitare di disturbare la clientela li aveva fatti accomodare nel suo laboratorio, ma qui era stato aggredito fisicamente. I due non sapevano però che all'interno di quella stanza erano state installate alcune telecamere di sicurezza che avevano ripreso tutta la scena. A quel punto il titolare si era recato dai carabinieri raccontando loro l'accaduto.

L'arresto

A seguito di quei fatti padre e figlio erano stati arrestati. Nel corso della perquisizione domiciliare i militari del Norm della Compagnia di Frosinone, avevano rinvenuto champagne e vini pregiati, merce che era stata prelevata dal bar senza versare nemmeno un euro. Forti del cognome che portavano i due avevano generato nel titolare del bar una sorta di soggezione psicologica. L'uomo temeva che, contrariandoli, potessero mettere in atto delle rappresaglie. Ma quando era stato aggredito aveva preso il coraggio a due mani denunciandoli. 

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Un comportamento di stampo mafioso

Il pubblico ministero Samuel Amari  aveva chiesto una pena superiore in quanto  secondo gli elementi raccolti padre e figlio avevano messo in atto comportamenti di stampo mafioso che andavano immediatamenti bloccati. Per la cronaca va detto che ieri  l'aula di giusitizia pullulava di carabinieri pronti ad intervenire in caso di reazione dei militari alla sentenza. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Christian Alviani e Tony Ceccarelli. I legali hanno già preannunciato che avverso la sentenza presenteranno appello.

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