Lavorava nell'ufficio tecnico senza autorizzazione. Un'altra "tegola" per l'Arch. Acanfora

Per il dirigente, già coinvolto nella frana del viadotto Biondi, è arrivata la contestazione disciplinare perchè si faceva aiutare da una donna che non era dipendente comunale

Ancora un’altra tegola sul capo dell’architetto Francesco Acanfora. Dopo il suo coinvolgimento nella frana del viadotto del 13 marzo del 2013, l’ex dirigente del Comune di Frosinone è stato raggiunto da una contestazione disciplinare da parte del Comune di Frosinone.

La contestazione disciplinare

La  contestazione sarebbe scaturita dalla presenza di una signora dal 2013 negli uffici tecnici del Comune senza averne i titoli. Nello specifico la donna svolgeva lavoro impiegatizio senza avere un regolare contratto di lavoro o di altra forma di collaborazione con il Settore Lavori Pubblici o Urbanistica.

Le testimonianze

Da testimonianze raccolte dai dipendenti  è venuto fuori che questa curava i rapporti verso terzi professionisti, che la stessa aveva contatto diretti con i dipendenti a fronte di un presunto indirizzo dato dal dirigente Acamfora, che curava l’archiviazione di tutta la documentazione inerente la direzione lavori delle  varie opere pubbliche. A questo c’è da aggiungere che a seguito della sospensione dell’architetto Acamfora dalle sue mansioni, anche l’impiegata in questione non si sarebbe più presentata in ufficio.

La cooperativa

Una volta avviata l’istruttoria il Segretario Generale avrebbe evidenziato che la donna faceva parte di una Cooperativa. Quest’ultima contattata nel merito avrebbe risposto che la donna in qualità di dipendente svolge mansioni di servizio di supporto al museo archeologio, biblioteca comunale ed altre strutture. La cooperativa ha tenuto a sottolineare che la dipendente non sarebbe mai stata autorizzata, né risulta abbia mai svolto nell’ambito di tale orario contrattuale attvità difformi da quelle previste dall’appalto. Le testimonianze raccolte avrebbero dato, però, ragione al Comune in quanto numerosi i dipendenti che avrebbero visto la signora con una certa regolarità negli uffici tecnici del Comune. Da qui la contestazionedisciplinare

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