Cassino, notte dei ricercatori: Giovanni Betta festeggia con vino anticamorra

Il rettore dell'ateneo del Lazio Meridionale ed un folto gruppo di studenti aprono la manifestazione al 'Civico Sociale'

il magnifico rettore Betta con Simona Di Mambro e Carmine Mernini

Inaugurazione della Notte dei Ricercatori con il vino della legalità anticamorra. Il magnifico rettore Giovanni Betta ed i partecipanti alla manifestazione organizzata al 'Civico Sociale', trattoria della legalità di Cassino, hanno voluto dare un segnale unico e chiaro: Università vuol dire rispetto della legalità. Per questo calici alzati con il vino di Selva Lacandona appositamente acquistato da Carmine Mernini e Simona Di Mambro, ideatori di questo fantastico locale. Un 'nettare degli dei' che prende vita attraverso il lavoro di ragazzi svantaggiati, minori che scontano pene alternative al carcere in area penale esterna e ragazzi a rischio.Nel loro impegno, questi giovani sono seguiti e coadiuvati per le pratiche agricole, gratuitamente, da volontari ed esperti contadini del posto. Si tratta di complessivi quattordici meravigliosi ettari coltivati a vigneto, pescheto e bosco, divenuti il simbolo di un possibile riscatto sociale.

La posizione strategica dei vigneti

Localizzati sulla baia dell'antica Puteoli - attuale Pozzuoli - in località Martino di Fuschi di Chiaiano, si trovano in un contesto affascinante dal punto di vista naturalistico. I terreni in questione furono sequestrati alla camorra nel 1997 e confiscati quattro anni dopo. Sono stati quindi affidati definitivamente nel 2012 all'Associazione (R)esistenza Anticamorra, che cura e promuove il fondo agricolo intitolato ad Amato Lamberti, giornalista, politico e studioso impegnato nella lotta alla criminalità.

Il nome in omaggio dei Maya

Il nome Selva Lacandona è un omaggio alla foresta dello Stato del Chiapas abitata dalla popolazione Maya Lacandon, dove i guerriglieri dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale si  batterono in favore degli indios e contro la violenta repressione dell'esercito messicano. Oggi Selva Lacandona è un'isola felice, luogo di riscatto dove si è materializzata proficuamente la resistenza non solo alla camorra, ma anche a quelle istituzioni politiche che avevano previsto la trasformazione dell'area in una discarica.

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Il fondo agricolo Amato Lamberti

Con la produzione di marmellate, miele e vino (e tra poco anche di birra artigianale), Selva Lacandona testimonia nel mondo il coraggio e l'impegno che rendono possibile il riscatto sociale nella legalità. Con il ricavato derivante da tutte le attività produttive svolte presso il  Fondo Agricolo "Amato Lamberti", viene finanziato l'inserimento nel mondo del lavoro di persone appartenenti alle classi disagiate. Prodotto da uve falanghina coltivata su 2,5 ettari di "vigna metropolita", una delle pochissime esistenti al mondo, il vino di Selva Lacandona viene realizzato grazie al contributo delle Cantine Astroni, che offrono sostegno logistico, e alla consulenza enologica amichevole di Gerardo Vernazzano. Esso racconta, attraverso l'odore e il sapore, una terra straordinariamente bella.

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